“Dal ventre della balena” di Micheal Crummey

“Dal ventre della balena” di Micheal Crummey

Nello sperduto, freddo e selvaggio  Newfound-land, sulle coste del Labrador, tra Ottocento e i primi del Novecento,  è ambientata la storia di due famiglie: I Sellers,  protestanti di origine inglese,  che vivono nel villaggio denominato Paradise Deep  e i Devine. Irlandesi  cattolici,  che vivono nel Gut.  Tra le due famiglie si intrecciano storie d’amore e di odio, di vita e di morte, di magia e di duro realismo. I riti pagani e le credenze popolari stridono con le religioni professate nei due villaggi. Nella prima parte del racconto è la Vedova Devine che emerge come “guardiana dei cancelli tra questo e l’altro mondo”, lei, che ha rifiutato di sposare  il ricco King – me Sellers,  assiste e accompagna le nascite, le malattie  e le morti  degli abitanti di quel luogo  e spesso viene considerata una strega. Nella seconda parte del romanzo emerge la figura del dottor Harold Newman, venuto da Baltimora alla ricerca di se stesso. Egli sembra quasi raccogliere l’eredità della ormai defunta Vedova Devine nel curare gli abitanti del Gut e di Paradise Deep, razionale ed ateo, fatica ad accettare che “al mondo ci sia più di quello che la mente umana riesce a concepire”. In tutto l’arco temporale in cui si sviluppa la vicenda di fondamentale importanza è la figura  del “Grande Bianco” o Giudeo Devine. La principale fonte di sostentamento per gli abitanti del Newfund-land è la pesca e  dal mare arriva un giorno una grande balena che si arena nella spiaggia di proprietà di King-me Sellers. Mentre gli abitanti si spartiscono il cetaceo, dal suo ventre esce un uomo vivo,  ma muto e puzzolente, dai capelli bianchi e con la carnagione pallida. Accolto e protetto dalla famiglia Devine, il Grande Bianco aiuterà la comunità nei momenti difficili, quasi un biblico GIONA venuto per la salvezza delle due famiglie sopravvivrà a loro, pronto per un’altra missione? Nel percorrere la storia dell’albero genealogico dei Devine e dei Sellers, Micheal Crummey ci mostra i conflitti, i rancori, ma anche le ricchezze che ogni storia familiare si porta con sé come parte della storia dell’umanità.

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