Archivio di June, 2013

Aspettando Tracy Chevalier

Postato in GLI AUTORI, INCONTRI CON L'AUTORE il June 21, 2013 da Francesco Elli – Sii il primo a commentare

Approfittando della possibilità di incontrare Tracy Chevalier, a Milano in occasione della Milanesiana, ripropongo una piccola recensione con intervista all’autrice statunitense sul suo libro “Strane Creature”, pubblicato da Neri Pozza nel 2010.

strane_creature

La firma di Tracy Chevalier, nel suo ultimo libro “Strane creature”, è più che mai riconoscibile. Ancora una volta, l’autrice diventata nota in tutto il Mondo grazie a “La ragazza con l’orecchino di perla” regala ai suoi lettori una storia di donne storicamente ambientata. Questa volta siamo nell’Inghilterra dei primi dell’Ottocento, dove il piccolo centro costiero di Lyme è smosso nella sua abituale routine di rapporti artefatti e decoro in stile molto british, dalla “strana coppia” di protagoniste formata dall’istruita Elizabeth, proveniente con le due sorelle dalla “moderna” Londra e pronta a destabilizzare usanze e tradizioni dell’epoca con un atteggiamento deciso e sicuro di sé, e la piccola Mary Anning, vivace adolescente con un talento straordinario nel trovare fossili e un’indomabile voglia di nuove scoperte.
Basato sulla vera storia di Mary Anning, che per prima scoprì un cranio di ittiosauro e a suo modo segnò una traccia negli studi sull’evoluzionismo resa, poi, indelebile da Darwin, il romanzo procede tra rapporti difficili e forti, ostacoli quotidiani e pregiudizi che sembra impossibile sradicare, in un ritmo lento e costante in cui l’amicizia vince sulla storia: “Elizabeth era una vera amica di Mary – racconta l’autrice – ma del loro rapporto si sa poco, e questo mi ha lasciato maggiore libertà nell’immaginare il suo personaggio”.
In che senso?
Elizabeth è una donna più vicina a noi, al “lettore comune”, è una persona che ha una grande passione, nel suo caso i fossili, e del tempo da dedicarci. È la contrapposizione con lei che ci permette di vedere Mary con occhi diversi, come una ragazza con una marcia in più, con quella “scintilla” che le permette di andare oltre.
Il suo è un libro “evoluzionista”?
Non è un libro che prende le parti, e nei Paesi dove è stato pubblicato sinora (non ancora negli USA, in cui arriverà a Gennaio n.d.r.) non ha suscitato alcun tipo di discussione a questo riguardo, la vicenda narrata fa semplicemente vedere cosa può succedere quando si mette in discussione il pensiero dominante di un’epoca.

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Sulla scrittura di Kathleen Grissom

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 20, 2013 da maggie – Sii il primo a commentare

Ovviamente uno scrittore è libero di affrontare qualsiasi argomento in un libro, ma ci sono alcune pagine buie della Storia che non possono, a mio parere, serivire da puro sfondo scenografico e basta. La schiavitù negli Stati Uniti d’America è stata una vergogna che non merita buonismi, non per moralismo, ma per non permettere che ci passi davanti senza suscitare disgusto e, allo stesso tempo, voglia di approfondire i fatti.

La scrittura di Kathleen Grissom non mi ha fatto provare orrore di fronte alla prigionia, non ho sentito angoscia né paura, le catene non stringevano e le botte parevano non lasciare lividi, nelle piantagioni di tabacco si suda, ma la sera si sta insieme.

Mi pare un po’ come se uno scrittore tedesco ambientasse un libro in un campo di concentramento e ne uscisse una storia in cui si lavorava, in effetti, molto, vitto e alloggio non erano un gran che, i guardiani erano cattivi, ma la speranza non è mai venuta meno e l’amore vince sempre.

Chi paragona la Grissom a Toni Morrison non ha mai letto la Morrison e non l’ha mai ascoltata parlare di schiavitù.

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Dal ventre della balena

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 14, 2013 da Stefania Cavasassi – Sii il primo a commentare

Come alcuni di voi ho molte riserve su questo libro. Una saga famigliare che personalmente mi ricorda più i Malavoglia che Cent’ anni di Solitudine, dove ho apprezzato il realismo magico che nel romanzo di Crummey è stato incarnato solo in parte. I personaggi sono ben delineati, in particolare quelli femminili che mantengono un ruolo principale nella storia; oltre la vedova Devine e Mary Tryphena mi ha colpito particolarmente la figura della signora Gallery. Tanti riferimenti che ognuno interpreta in modo diverso, la Bibbia e il soprannturale, la natura e la ciclicità del racconto. Giudeo che è davvero vittima oppure carnefice? In ogni caso l’unico personaggio che non ha una fine ma ricomincia tutto dal principio. Più stimolante la prima parte del racconto rispetto alla seconda, non so se la traduzione di due persone abbia influito sul ritmo del racconto. Concludendo, è un libro che si legge ma non lascia il segno.

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Dal ventre della balena – Crummey

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 13, 2013 da Grazia – 2 Comments

Chi è quest’uomo che puzza di pesce? E perché invece di ispirarmi repulsione mi ha così incuriosito da farmi continuare la lettura per sapere tutto di lui?

Nella mia interpretazione quest’uomo è il lato nascosto, temuto o non visto, di noi stessi; nel quale ci si imbatte per (apparente) caso, che viene tirato fuori dal ventre di una balena e comincia a fare cose inspiegabili ma benefiche. La balena è simbolo in alcune culture della memoria collettiva. Un parto cesareo fuori dalla norma, la nascita di qualcuno che in realtà è già grande.

La risposta alla seconda domanda è che Crummey, autore per me sconosciuto prima di questa lettura, si è guadagnato la mia ammirazione per la grande capacità che ha di trasmettere emozioni senza mai scadere nel melenso sentimentalismo. E di sentimenti in questo romanzo ce ne sono tantissimi. In ogni emozione raccontata mi sono rispecchiata, nonostante all’inizio mi sentissi molto lontana dall’ambiente e dai personaggi. In questo sta anche la grandezza di un romanzo: rendere familiare l’ignoto così che si abbia la possibilità di esplorarlo senza paura.

E’ uno scrittore a mio avviso molto bravo nel rendere vivi  così tanti personaggi.  Talmente tanti che all’inizio mi hanno spiazzato, mi sembrava sempre di perdere il filo. Ma ho pensato che anche in questo l’opera è riuscita: non si perde forse anche spesso il filo quando si è immersi in forti emozioni?

Seppure i personaggi siano tanti, se anche a fine lettura non resta memoria di tutti i nomi, resta impresso ciò che hanno saputo trasmettere.

E’ una storia di lotte, di coraggio, di mistero, di ombre, di luci, di caparbia speranza, di amore e di opportunismo, di correttezza e di viltà, di stranezze e di normalità, di odio e di perdono.

Il romanzo è intenso, coinvolgente, trasporta in una terra lontana eppure fa sentire a casa, perché tutti i personaggi possono essere visti sia come le tante parti di noi stessi  sia come i tanti componenti dell’umanità.

Una storia con molti livelli di lettura e anche questo è un grande pregio, perché lo scrittore ha avuto la capacità di lasciare ampio spazio al lettore. E la libertà di pensiero e sentimenti è un altro dei grandi doni dell’ottima letteratura.

Perché leggerlo? Perché smuove qualcosa nel ventre. Non solo della balena.

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IL MONDO DI BELLE di Kathleen Grissom

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 12, 2013 da Adriana – 7 Comments

1791-1810, una manciata di anni prima della guerra di secessione; gli schiavi di una piantagione di tabacco in Virginia; un padrone, il Capitano, spesso lontano da casa e poco attento alla gestione delle sue proprietà; una cucina annessa alla casa padronale.

Quella cucina, crocevia della vita di tutti i  personaggi, crogiolo di violenze inaudite ma anche di grande amore e di speranza di riscatto, è il mondo di Mamma Mae, Papà George e dei loro figli, e anche di Belle, figlia illegittima del padrone e di una schiava, lì relegata dopo il matrimonio del Capitano.

Detto così, questo romanzo può apparire uno dei tanti che hanno denunciato l’istituto della schiavitù negli USA; eppure questa opera prima di Kathleen Grissom non è così scontata come si potrebbe pensare.

La novità è tutta in Lavinia, una bimbetta bianca di sette anni, malaticcia, rimasta orfana durante la traversata dall’Irlanda al Nuovo Mondo, affidata dal Capitano della nave agli schiavi addetti alla sua cucina e da loro cresciuta amorevolmente come una di famiglia.

La piccola ignora le regole ferree che separano il mondo dei neri da quello dei bianchi; non conosce il segreto dell’origine di Belle; si vede dissimile dagli schiavi per il colore della pelle ma non dà peso a questa diversità. Ama ed è riamata, e questo legame è così intenso da sopravvivere alla lunga separazione necessaria a garantire a Lavinia l’educazione che si conviene ad una bianca, superare gelosie e fraintendimenti, resistere alla scoperta di verità inconfessabili lungamente taciute.

Una bianca che vive tra i neri come una di loro: questa la clamorosa novità del romanzo, novità storicamente fondata, come attestano le ricerche svolte dalla stessa Grissom in Virginia e le sue interviste ad americani di origine irlandese e ad afroamericani con antenati schiavi.

Bello questo romanzo, appassionante, delicato e tremendo insieme; impossibile interromperne la lettura.

Straordinaria la costruzione di quel mondo di oppressi, ignoranti e analfabeti, ma capaci di inimmaginabili amori estremi: una moglie e un’amante, entrambe nere, che amano e si dividono in pace lo stesso uomo; il neonato della prima “regalato” alle cure materne della seconda che non può avere figli; Papà George  che, alle domande insistenti di Lavinia timorosa che lui non le voglia bene come alle sue figlie perché bianca, risponde:” Abinia […] guarda i polli. Alcuni marroni, alcuni bianchi e neri. Tu credi che a mamma e papà importa quando loro sono ancora pulcini? […] Io dico che ho avuto altra bambina […]che chiamo Abinia..[…] Grazie, Signore! chi ha più fortuna di me?”

Sorprendente poi il personaggio di Meg, nipote del Capitano e coetanea di Lavinia: non svolge un ruolo determinante nella storia, ma la sua passione per la botanica, la consapevolezza della propria superiorità intellettuale, la risolutezza nel sostenere il suo diritto all’autodeterminazione ne fanno una inaspettata antesignana del femminismo novecentesco.

Lettura da consigliare, assolutamente, a tutti.

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Sulla scrittura di Micheal Crummey

Postato in GLI AUTORI il June 6, 2013 da maggie – Sii il primo a commentare

Il suo stile è talmente pregnante che alla fine del libro viene da annusare le pagine per sentire se puzzano di pesce!

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A chi consiglierei Dal ventre della balena?

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 5, 2013 da maggie – Sii il primo a commentare

A quel lettore che da una storia non si aspetta né speranza né lieto fine. A chi apprezza le ambientazioni di confine, in postacci dove la vita è ardua come quella di Giobbe; luoghi umidi, sempre in ombra, abitati da gente che il destino lo subisce e basta. Al lettore che apprezza una scrittura affilata ad arte, con una tale ricchezza di dettagli folcloristici e di aneddoti inverosimili da rendere la trama surreale eppure credibile. A chi non attende pagina dopo pagina che qualcosa succeda, perché l’unica cosa che succede è lo scorrere del tempo e il susseguirsi delle stagioni. Al lettore audace e costante che non teme gli sbalzi temporali né l’affollarsi di personaggi, tutti brevemente protagonisti, nell’intreccio di due famiglie per cinque generazioni.

 

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Nel ventre della balena . Michael Crummey

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 5, 2013 da Lucia Moraschini – Sii il primo a commentare

Un bel romanzo quello di Michael Crummey ben descritto e dettagliato. Ambientato in Canada sulle coste del Labrador a cavallo tra il 1800-1900; una piccola comunità di pescatori che trae sostentamento solo dalla propria attività in un luogo ostile, arido, freddo dove l’inverno dura parecchi mesi ed il cibo scarseggia. Gli abitanti sono poveri, analfabeti, superstiziosi e si affidano a rituali pagani per scongiurare malattie e mortalità.
In questo contesto viene spiaggiata una balena dalla quale esce un uomo dalla pelle bianchissima, muto che emana un puzzo insopportabile di pesce, il suo nome è Giudeo….questo personaggio porta nella comunità, benessere, cibo e guarigioni ma con l’andare del tempo i suoi poteri si riducono fino alla sua scomparsa dall’isola…

Un libro molto particolare e curioso, una lettura complessa che fa riflettere e che non si dimentica facilmente. Il racconto che si apre e si chiude circolarmente, i numerosi riferimenti ai testi biblici sembrano voler confermare che l’animo umano non cambia sulla base del progresso scientifico e possono essere di aiuto gli insegnamenti delle sacre scritture.

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Dal ventre della balena

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 4, 2013 da donatella galeazzi – 1 Comment

IL GRANDE BIANCO

Prima pagina : una balena spiaggia, nel giorno di san marco, e dal suo ventre viene estratta una creatura “né carne né pesce” bianca e puzzolente. Ultima pagina: una balena emerge dal mare, nel giorno di san marco, e un uomo con la testa bianchissima e dal cattivo odore, si tuffa nudo come un pesce per raggiungerla. Ci sarà sempre una fanciulla ad osservare la sua venuta al mondo. Abel come Giudeo: in una storia che si avvolge su se stessa come una spirale.
Ma chi è Giudeo? Perchè Giudeo è inseparabile dalla sua puzza? Essa è come un’impronta digitale, ma perchè ricordarla sempre quando si parla di lui?
Giudeo il grande bianco, Giudeo senz’ età, Giudeo con il pene raggrinzito, Giudeo il cui odore avrebbe fatto passare l’appetito ad un maiale. Eppure Giudeo sarà colui che riporterà l’abbondanza (galore) dopo la fame e la miseria (tanta, abbondante, galore): “ tutti l’accolsero ( la puzza) come l’odore dell’abbondanza e della prosperità”.
Giudeo che “non si sa mai cosa di cosa è capace la gente quando i tempi sono duri…e questi sono tempi duri”
Giudeo che faceva paura: né irlandese, né indigeno, né selvaggio “l’ inafferrabilità fatta persona, muta e inconoscibile, una vacuità in cui si rischiava di annegare”
Giudeo innocente che si sacrifica per salvare gli uomini della sua famiglia. Giudeo analfabeta che improvvisamente comincia a scrivere.
Giudeo che scompare dal mondo reale perchè appartiene al soprannaturale.

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references

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 4, 2013 da Chiara Macconi – 2 Comments

di seguito due recensioni interessanti

il libro ha avuto grande successo negli USA e Canada di cui ripercorre la gestazione e il melting pot

 

http://www.guardian.co.uk/books/2012/may/04/galore-michael-crummey-review

http://www.abebooks.com/books/author-interview-river-thieves-galore/michael-crummey.shtml

buona lettura!

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