Archivio di June, 2013

Galore

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 4, 2013 da Chiara Macconi – 1 Comment

sì, comincerei dal titolo,

questo nome antico che suggerisce abbondanza ma anche eccesso: il gioco sta qui, nell’abbondanza di quel che c’è e di quel che non c’è quando c’è  quando il pesce non si trova.

Il mondo è tutto qui, sulla costa arida e sfregiata dai venti, remota e isolata fra Paradise Deep e The Gut, due pezzi di villaggio, due famiglie/dinastie, due culture, due religioni…ogni nome è una metafora, a Paradise Deep ci sono gli inglesi protestanti, i Sellers – mercanti e ricchi commercianti…a The Gut ci sono gli Irlandesi cattolici, i Devine (Divain), poveri, perdenti e con le streghe.

Costretti entrambi a doversi incontrare, accoppiare, dividere e uccidersi…qui è difficile distinguere la differenza fra il quotidiano e l’altro mondo.

Alla festa di S.Marco inizia l’epopea che finisce ancora alla festa di S.Marco dopo che generazioni si sono avvicendate.

Ogni parola è pesata, ricercato ogni nome a significare altro, fra i miti, gli intrighi, le superstizioni.

Mi è molto piaciuta la prima parte, nella seconda il gioco era troppo scoperto: le genealogie impazzzano recentemente nei romanzi…a volte sono faticose!

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Michael Crummey

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 3, 2013 da Valeria – Sii il primo a commentare

 

Il libro e’ molto interessante e piuttosto complesso , ci mostra la visione di Crummey della colonizzazione del Newfoundland Terranova nel periodo tra il 1800 ed il 1900.  Le vicende si svolgono nella baia sopra St John’s, il cui promontorio divide i due insediamenti Gut e Paradise Deep, dove da una parte vivono le famiglie Devine, cattolici di origine irlandese, e dall’altra i Sellers, inglesi protestanti. Due insediamenti contrapposti le cui vicende nonostante tutto si intrecciano costantemente per necessita’ concrete quali affrontare le asperita’ di un  territorio brullo freddo e inospitale, in cui la pesca rimane l’unico mezzo di sopravvivenza. Anche gli aspetti religiosi in caso di nascite, matrimoni e morte, vengono regolati di volta in volta indifferentemente dal pastore di una o dell’altra comunità. L’arrivo di un nuovo straniero, il Grande Bianco, un messia che esce dal ventre della balena, sembra portare nella comunita’ l’anno zero, l’inizio di una nuova era. 

La struttura del romanzo e’ molto   interessante, l’evento iniziale dell’arrivo di questo uomo bianco che esce dal ventre della balena e lo stesso evento con cui Crummey  ci riporta alla fine, sembra che vogliano sottolineare al circolarita’ della storia e della vita stessa. E’ bellissima la coralita’ con cui viene portato avanti  il romanzo, quasi come una nuova odissea  in cui le storie vengono sottilmente narrate (e taciute) di bocca in bocca tra una generazione e l’altra, fino a che l’ultima nipote Esther, quasi ad impersonificare l’Omero della situazione, riassume il romanzo completo delle due genealogie. Da considerare anche che nel romanzo la parola scritta in fondo e’ solo quella incisa sulla parete nella cella rifugio del grande bianco, e si tratta solo dei testi sacri, immutabili.

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Intervista a Micheal Crummey sul web

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 3, 2013 da maggie – Sii il primo a commentare

Vi segnalo due interviste all’autore di Dal ventre della balena su YouTube, in inglese senza sottotitoli:

Sulla ragione del titolo originale, Galore, e sul folclore:

http://www.youtube.com/watch?v=wFx2nPVRuMo

Su Newfoundland come allegoria:

http://www.youtube.com/watch?v=HBik2mYl7uY

 

 

 

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Paul Harding

Postato in GLI AUTORI il June 3, 2013 da admin01 – Sii il primo a commentare

Paul Harding author photo

Paul Harding ha insegnato scrittura creativa a Harvard e all’Università dello Iowa, ed è stato batterista in un gruppo rock con cui ha registrato due album e girato l’Europa in tour. Oggi vive a Georgetown, nel Massachusetts, con la moglie e i figli.
Pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 da una casa editrice indipendente, la piccola Bellevue Literary Press, L’ultimo inverno ha vinto nella sorpresa generale il premio Pulitzer 2010 e ha scalato le classifiche dei bestseller.

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Kathleen Grissom

Postato in GLI AUTORI il June 3, 2013 da admin01 – 2 Comments

Grissom kathleen

Kathleen Grissom, nata nel Saskatchewan, ha messo ora felicemente radici in Virginia, dove vive col marito nella locanda di una piantagione restaurata con cura. Il mondo di Belle è il suo primo romanzo e ha ottenuto negli Stati Uniti uno straordinario successo di pubblico e di critica.

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Edward St. Aubyn

Postato in GLI AUTORI il June 3, 2013 da admin01 – 3 Comments

St Aubyn

Edward St. Aubyn, nato nel 1960, è autore, oltre che dei quattro romanzi di IMelrose, di At Last, ultimo capitolo della saga di Patrick Melrose, e di altri due libri: On the Edge e A Clue to an Exit.

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Michael Crummey

Postato in GLI AUTORI il June 3, 2013 da admin01 – Sii il primo a commentare

Crummey

Michael Crummey, nato nel 1965 a Bunchas, sulle coste del Labrador, esordisce a metà degli anni Ottanta con raccolte di poesie e di racconti, accreditandosi fin da subito come una delle voci più originali e interessanti del panorama letterario canadese. Nel 2001 il suo primo romanzo, River Thieves, è stato un bestseller in Canada. Tradotto in francese e olandese, ha vinto il Thomas Head Raddal Award e l’Atlantic Independent Booksellers’ Choice Award ed è stato candidato al Giller Prize e al Commonwealth Writers’ Prize. The Wreckage, del 2005, è stato nominato per l’IMPAC Award. Dal ventre della balena è il suo terzo romanzo, vincitore del Commonwealth Writers’ Prize e finalista al Governor General’s Award.

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Dal ventre della balena

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 3, 2013 da Benedetta Banditori – 1 Comment
“Ogni tanto ho la sensazione che questo l’ho già vissuto e che ho già scritto queste queste stesse parole,
ma capisco che non sono io, bensì un’altra donna, che aveva preso appunti sui quaderni affinché io me ne servissi.
Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta,
che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni,
crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può darsi che tutto succeda simultaneamente.
Per questo mia nonna Clara scriveva i suoi quaderni, per vedere le cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria.”
(Isabel Allende, La casa degli spiriti)

Questo romanzo è un omaggio.
O per meglio dire, una serie di omaggi incastrati e sovrapposti, che uniti tutti insieme creano un notevole coro in cui niente è fuori posto, e tutto scorre fluido in un ininterrotto gioco di echi e di richiami che si rincorrono dalla prima all’ultima pagina, come in cerchio. E’ un ossequio a due scrittori sudamericani che amo moltissimo: il Gabriel Garcia Marquez di Cent’anni di solitudine – Paradise Deep e il Gut sono in fondo una specie di nordica Macondo – e la Isabel Allende de La casa degli Spiriti (la casa di Selina è associabile a Le Tre Marie, e tutto il valore forte della memoria, delle leggende di paese e delle famiglie tramandate di generazione in generazione; e infine quelle figure di donne che muovono i destini di tutti); e mi è venuto in mente Verga, certo, e i suoi Malavoglia, in quelle generazioni di pescatori senza l’ombra di un’evoluzione sociale e di riscatto dalla miseria e dalla semplicità, fino alla fine, nonostante la scuola, l’ospedale e il sindacato.
Fili di discendenza si ricostruiscono attraverso il canto (le voci straordinarie di Callum ed Edith), attraverso l’odore sgradevole di pesce (tutti i discendenti diretti di Giudeo: Patrick, Eli, Abel) o attraverso il Dono:  in un villaggio in cui la fede religiosa segue quasi a caso il carisma del reverendo di turno, e in cui la morale è sempre un concetto più o meno astratto, le vere guardiane dei cancelli sono la Vedova Devine e sua nipote Mary Tryphena, verso cui tutti nutrono il timore reverenziale riservato a Ecate, custode dei Misteri (“La Vedova era minuta, asciutta come una cima di canapa, ma li aveva fatti nascere tutti, così come aveva aiutato a venire al mondo i loro figli. Era lei che vegliava i moribondi e lavava e preparava i morti. Sembrava la guardiana dei cancelli tra questo e l’altro mondo, e senza di lei non sarebbero mai riusciti ad andare avanti.”)
La storia di un amore principale nella trama, quello negato tra Mary Tryphena e Absalom Sellers (subito a pagina 45 un giovanissimo Absalom addenta e porge a Mary una mela, evidente simbolo biblico di tutti i mali che verranno); ma anche di tanti altri amori intorno, realizzati e felici a prova di ogni odio tra famiglie inscindibilmente legate (Callum e Lizzie, il dottor Newman e Bride, la Vedova Gallery e padre Phelan) oppure infelici, irricambiati o condannati (Giudeo in primis, Absalom e Ann Hope, Henley e Bride, Eli e Tryphie).
Il fil rouge delle memorie e della continuità è definito da luoghi e oggetti: la casa di Selina, il laghetto di Ralph il Negro, la prigione-magazzino del pesce di Giudeo, le scogliere tra Tolt Road e Paradise Deep; l’albero dei Kerrivan (simbolo della mai scomparsa vena pagana che anima il villaggio) e, sopra a tutto, la leggendaria Bibbia di Jabez Trim, passata di mano in mano per generazioni fino a tornare nell’oceano da cui era venuta per mano di Abel, che a sua volta chiude il cerchio iniziato col suo antenato Grande Bianco.
C’è una chiara evoluzione di tono, nel corso della storia. Mentre la prima parte si legge quasi tutta col sorriso sulle labbra, che in alcuni passaggi sfocia proprio in riso, ed è leggera e ironica e scanzonata anche nel descrivere drammi e tragedie; nella seconda parte l’atmosfera è più cupa, i destini più pesanti e sofferti, e i personaggi sembrano incastrati tra le leggende e la memoria che danno spessore a quello che sono e che vivono e un’evoluzione e un progresso che stentano ad arrivare, e che nonostante tutto continuano ad essere vissuti perlopiù come negativi.

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Kathleen Grissom – Il mondo di Belle

Postato in I LIBRI DEL MESE il June 3, 2013 da admin01 – 2 Comments

Il mondo di Belle (2)

Nel 1790 Lavinia ha sette anni quando, coi genitori e il fratello più grande, lascia l’amata Irlanda e si imbarca su una nave diretta in America.
Durante il lungo e faticoso viaggio i due genitori, stremati dagli stenti e dalle malattie, muoiono. All’arrivo in Virginia suo fratello subisce la sorte riservata a numerosi orfani irlandesi partiti per cercare fortuna nel Nuovo Mondo: viene venduto dal Comandante della nave a una famiglia. A Lavinia spetta, invece, un destino diverso.
Il Comandante la conduce a casa sua, una magnifica casa padronale situata in una piantagione, e la consegna alla famiglia degli schiavi addetti alle cucine.
Unica bianca in quel mondo, Lavinia viene di fatto adottata dai servitori neri: Mama Mae, Papa George, Dory, Ben, le gemelle Beattie e Fanny, che hanno la sua stessa età, e Belle, un’attraente, giovane donna, figlia illegittima del Comandante, che si prende maternamente cura di lei. Lavinia cresce come una servetta ignara del solco, dell’abisso che separa le due razze. La sua famiglia di schiavi la ama e la tratta come una vera figlia.
Finché è una bambina, Belle le cela opportunamente le verità del suo mondo: le lunghe assenze del Comandante, la dipendenza della padrona dal laudano, le punizioni inferte da Rankin, il sorvegliante violento e razzista. Le tace opportunamente che in Virginia chiunque abbia la pelle nera può essere picchiato, violentato, venduto e torturato nello stesso tempo. Le nasconde il fatto che lei ama Ben, ma che non può vivere con lui poiché, in quanto schiava, è soggetta a violenze, gravidanze indesiderate e soprusi di qualsiasi natura senza poter proferire parola.
Non può fare nulla, tuttavia, quando Lavinia, ormai grande, si allontana dal suo mondo per ricongiungersi al proprio mondo, alla società dei bianchi, e per poi fare ritorno nella grande casa come sposa del figlio inquieto del padrone.
Allora gli antichi legami sembrano distrutti, l’amore della ragazza per lei tradito e inaspettate verità messe pericolosamente a nudo.
Magnifica storia di segreti e inganni, di dolore e amore, di violenza e riscatto, Il mondo di Belle è un romanzo che colpisce al cuore come pochi.

«Il toccante racconto di donne oppresse, bianche e nere».
The Boston Globe
«Una storia che cattura il lettore e chiede di essere divorata».
Minneapolis Star Tribune
«Violenza, amore, potere e corruzione in un romanzo pieno di tensione e coraggio».
Publishers Weekly
«Un romanzo irresistibile coi suoi messaggi di giustizia ed errore, amore e speranza».
San Francisco Book Review

«Impossibile mettere da parte questo romanzo che corre veloce nella scrittura e nell’azione».
Bookreporter.com

Kathleen Grissom, nata nel Saskatchewan, ha messo ora felicemente radici in Virginia, dove vive col marito nella locanda di una piantagione restaurata con cura. Il mondo di Belle è il suo primo romanzo e ha ottenuto negli Stati Uniti uno straordinario successo di pubblico e di critica.

Traduzione dall’inglese di Chiara Brovelli
Euro 17,00
365 pagine
EAN 9788854507005
I NARRATORI DELLE TAVOLE

Prossima uscita

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Incontro con Paul Harding

Postato in INCONTRI CON L'AUTORE il June 3, 2013 da admin01 – 2 Comments

esecutivo L'ultimo inverno:Layout 1   Lunedì 3 giugno

il Neri Pozza Book Club

incontrerà per un aperitivo

    il Premio Pulitzer 2010 Paul Harding

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