Tre camerati

tre camerati

Nella Berlino degli anni Venti, piagata dalla disoccupazione, dalla crisi economica e dagli scontri tra le opposte fazioni politiche, la storia di tre ex soldati che cercano di opporsi allo sfacelo del mondo.

Tre ex soldati, Robert, Gottfried e Otto, hanno combattuto fianco a fianco durante la Prima guerra mondiale. Al termine del conflitto le loro vite rimangono saldamente legate: nella Berlino della fine degli anni Venti, piagata dalla disoccupazione e dall’impoverimento della borghesia, dalla prostituzione dilagante e dagli scontri tra le opposte fazioni politiche, i tre reduci decidono di aprire un’officina di riparazioni meccaniche.
Nonostante la crisi e il disfacimento dell’intera società, che sembra sgretolarsi inesorabilmente davanti ai suoi occhi, Robert trova qualcosa a cui aggrapparsi ciecamente: l’amore per Patricia. E quando lei, colpita da una violenta emorragia polmonare, sprofonda nell’incubo della tubercolosi, i tre camerati rinsaldano ulteriormente i loro legami: vendono l’officina e utilizzano il denaro raccolto per permettere a Patricia di curarsi in un sanatorio svizzero.
Ma più i tre ex soldati cercano di fare quadrato contro lo sfacelo del mondo che li circonda, più gli eventi precipitano. Gottfried viene assassinato da un militante durante una manifestazione politica, Robert e Otto sono costretti ad affrontare la bancarotta e Patricia perde la sua battaglia contro la tubercolosi. L’arrivo di un suo telegramma spinge i due camerati superstiti a guidare fino alle Alpi per poterla rivedere un’ultima volta e trascorrere insieme i restanti giorni della sua vita.
Nel terzo libro della trilogia dedicata alla Prima guerra mondiale e alla sua tragica eredità, Remarque descrive l’involuzione della società della Repubblica di Weimer nello scenario della crisi economica globale e dell’inarrestabile ascesa del nazionalsocialismo.
Uno dei romanzi più popolari e decisivi dello scrittore tedesco. Un’intensa, personalissima, riflessione sulla natura della morte, un vero corpo a corpo con il tema della caducità umana, per risalire direttamente alle radici stesse della vita.

«Un’opera d’arte perfetta e, nello stesso tempo, di indiscussa verità».
Stefan Zweig

Erich Maria Remarque nacque a Osnabrück nel 1898. Nel 1916, mentre studiava per diventare docente elementare, fu chiamato ad arruolarsi nell’esercito e nel 1917 fu spedito sul fronte occidentale, dove rimase gravemente ferito. Il suo primo romanzo pacifista, Niente di nuovo sul fronte occidentale, fu pubblicato nel 1929. Emigrato in Svizzera, vi risiedette fino al 1939, anno in cui si trasferì negli Stati Uniti, dove visse e continuò a scrivere fino alla morte, nel 1970. Nel 1933 i nazisti bruciarono e misero al bando le opere di Remarque, mentre la propaganda di regime faceva circolare la voce che discendesse da ebrei francesi e che il suo cognome fosse Kramer, cioè il suo vero nome al contrario.

Traduzione dal tedesco di Chiara Ujka
Euro 14,00
432 pagine
EAN 9788854507050
BIBLIOTECA NERI POZZA

Prossima uscita

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  1. chiara says:

    Chi non ha letto il romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale o visto il film? mi era capitato anche di leggere La via del ritorno (anzi l’avevo cercato perché mi interessava il trattamento di un caso di sifilide ): il terzo, I tre camerati, l’ho letto su iniziativa di Neri Pozza. Libri che, una volta iniziati, non puoi smettere…libri che sono subito belli e senti il respiro di un grande scrittore…che si fa portavoce di una generazione distrutta dalla guerra, anche quando fosse riuscita a scampare alle bombe. Il primo libro si fa testimone di quegli orrori descrivendo i sentimenti e l’amore dell’uomo comune, del soldato comune nella prima guerra di massa, di giovani sbattuti sui campi di battaglia a morire per ragioni che non conoscevano.
    Il secondo libro tratta l’incapacità dei reduci del grande esercito tedesco ad adattarsi ad una vita normale, dopo tanti shock, tanto nazionalismo.
    Il terzo libro racconta di tre reduci della grande guerra e la storia di un amore in una Germania che si avvicina al nazionalsocialismo. Una storia narrata in prima persona, con uno stile freddo, contrastante con la retorica patriottica. Fra i temi l’amicizia maschile, la solidarietà degli ultimi e, in parallelo con la storia principale scorrono le problematiche e le caratteristiche della Germania del tempo:
    • l’ambiente delle prostitute con le solite ansie di riscatto sociale
    • l’ambiente della piccola borghesia impiegatizia dentro il micromondo della pensione
    • una vicenda di vendita di auto usate in cui compaiono borghesi arraffoni, venditori senza scrupoli
    • l’ambiente degli appassionati d’auto (in particolare la Lancia)
    • il sistema ferroviario efficiente e assolutamente competitivo rispetto a quello delle auto
    • il sistema sanitario e dei sanatori
    • l’ambiente delle agitazioni operaie, le assemblee dei consigli, la tensione in città.
    Se nel 2° libro la malattia era la sifilide, in I tre camerati (1931)si tratta di tubercolosi e la vita in sanatorio che ricorda immediatamente la Montagna incantata del 1924 di Th.Mann.
    Ci sono tante belle citazioni da estrarre, incipit e explicit molto belli, frasi memorabili: la qualità della lingua è affascinante. Cito qualche chicca: la quadreria dei ritratti non ritirati, pag.215; l’espressionismo della condizione sociale p.335; la vita in sanatorio.

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  2. chiara says:

    Enorme è stato anche il successo cinematografico (Scott Fitzgerald come sceneggiatore)

    è stato un grande piacere leggerlo!

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  3. chiara says:

    …e siccome non potrò partecipare il 2 settembre….vi lascio due chicche dal libro

    da pag.215
    “…in silenzio furono compilati l’assegno e la ricevuta…sulle pareti, nella penombra del crepuscolo, balenavano dentro le loro cornici dorate i visi dei ritratti non ritirati e non pagati. Sembravano una fantasmagorica adunanza dell’aldilà….”

    da pag.335
    “…dopo esserci soffermati a lungo, tornammo nelle altre sale del museo. Intanto erano arrivate molte altre persone che si vedeva benissimo che non erano fatte per quell’ambiente….nelle sale regnava un grande silenzio e nonostante i numerosi visitatori non si sentiva quasi una parola. Tuttavia mi pareva di assistere a una grande battaglia, alla battaglia silenziosa di uomini schiantati che non volessero ancora arrendersi. Erano espulsi dai settori del loro lavoro, delle aspirazioni, delle professioni e ora entravano nel silenzioso regno dell’arte per non abbandonarsi alla disperazione e all’immobilità….”

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  4. Silvia Costa says:

    Davvero un bel libro questo “Tre camerati”! E’ un romanzo attuale, anche se ambientato negli anni ’20 del secolo scorso, in cui si ritrovano situazioni e stati d’animo dei nostri, tristi, giorni. Ci sono passaggi relativi alla politica di allora che potrebbero stare sulla pagina di un quotidiano di domani mattina. Terribile!
    La prosa è elegante e raffinata. Dietro ai tre protagonisti e all’amata Pat, emergono tanti personaggi descritti in modo sapiente, a tutto tondo, con pennellate da maestro.

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  5. maggie says:

    Sono alla seconda lettura del libro, privilegio riservato alla narratività che diventa arte.
    Margherita

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  6. Marina Ghedini says:

    La germanistica ha snobbato Remarque (1898-1970), forse colpevole di aver avuto un successo planetario, confermato dal cinema che ne ha adattato parecchi romanzi, compreso questo, e di aver intrattenuto relazioni con donne bellissime e famose. Ora Neri Pozza ha in programma tutta l’opera di questo autore, prima bruciata dai nazisti e poi dimenticata nel limbo dei vecchi best seller. Tre camerati (in italiano il titolo suona purtroppo ambiguo) è ambientato alla fine degli anni ’20, probabilmente a Berlino. I tre protagonisti trentenni, compagni di trincea adolescenti nella Grande Guerra, diversi fra loro ma affiatatissimi, cercano di sopravvivere con un’autofficina. La povertà incalza, la disoccupazione aumenta, come pure l’incertezza politica (a che cosa vi fa pensare?), uno dei tre verrà ammazzato dai nazisti. Robert è il narratore cinico e disilluso che non crede alla sua fortuna quando una bella ragazza con un passato altoborghese mostra interesse per lui. Quest’amore così inaspettato, che riesce a penetrare la corazza del disincanto, finirà con la morte davvero commovente della ragazza, tubercolotica, dopo dimostrazioni straordinarie di amicizia e solidarietà degli amici. Questa è senz’altro la cifra dell’opera, il cameratismo senza limiti che deriva dall’essere sopravvissuti insieme a esperienze atroci e insensate, nonché il messaggio pacifista di Remarque, che nella Germania revanchista fra le due guerre non poteva essere apprezzato. Il romanzo è ben scritto e ben tradotto (non sono però d’accordo con la scelta di dare del voi anziché del lei), non privo di finezze stilistiche nelle descrizioni che ricordano la pittura dell’epoca, rivela una grande umanità nei confronti dei più deboli e presenta diversi personaggi secondari memorabili.

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  7. egidio dallo says:

    ho letto il libro tutto d’ un fiato con il rammarico di averlo finito di leggere troppo presto.Concordo
    con le considerazioni fatte. Un romanzo meraviglioso nel saper creare e farti vivere l’ atmosfera degli anni del primo dopoguerra fino a Weimar. Attualissimo.

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