Tre modernissimi camerati

Mi sono divertita a segnare i passaggi nel libro di Remarque che potrebbero parlare dell’Italia, o dell’Europa, dei nostri giorni, della crisi economica, del pericolo che si insinua fra le parole dei politicanti.Comincio io, ma vi invito ad allungare la lista:

(pag.26) Sulla crisi economica: “Un tempo si affondava lentamente, e c’era sempre la possibilità di tornare a galla; ora invece ogni licenziamento era seguito dal baratro della disoccupazione perenne”

(pag.28) Sulla disoccupazione: “riuscire a frequentare ancora l’università non faceva alcuna differenza: anche se si fosse laureato, nella migliore delle ipotesi avrebbe dovuto aspettare dieci anni prima di trovare un lavoro”

(pag.61-62) Sugli ideali: “Avevamo voluto marciare contro la menzogna, l’egoismo, l’avidità, l’aridità di cuore, giustificazioni a tutto ciò che ci eravamo lasciati dietro le spalle. Eravamo stati duri, senza altra fiducia che quella nei camerati al nostro fianco e quella, che non ci aveva mai traditi, nelle cose: il cielo, il tabacco, gli alberi, il pane e la terra. Ma che cosa ne era sortito? Tutto era andato in pezzi, falsato e dimenticato. A chi non riusciva a dimenticare non rimaneva altro che lo stordimento, l’incredulità, l’indifferenza e l’alcol. Il tempo dei grandi sogni umani e virili era finito per sempre. I più furbi e intraprendenti trionfavano. La corruzione, la miseria”

(pag. 129) Sulle nuove generazioni: “Cosa ne sapete, voi ragazzi, dell’esistenza? Avete paura dei vostri sentimenti, Voi non scrivete lettere, ma telefonate; voi non sognate più, ma fate gite nel week end; voi siete ragionevoli in amore e irragionevoli in politica. Una generazione pietosa”

(pag. 187) Sul disincanto: “Teatro, concerti, libri, tutte queste abitudini borghesi per me non esistevano quasi più. I tempi erano cambiati. La politica era già un teatro sufficiente, le sparatorie di ogni sera davano un altro tipo di concerti e il gigantesco libro della povertà era più impressionante di qualunque biblioteca”

Da pagina 395 inizia il discorso del politico sul palco, non lo riporto, ma non perdetevelo.

Margherita

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