Remarque, una carezza sulla cicatrice del mondo

I grandi scrittori riescono a dare voce all’epoca che attraversano e, nello stesso tempo, ne superano i confini. Remarque è sicuramente un autore di riferimento, tra le sue pagine ritroviamo la stessa intensità di Zweig o Koestler.  Ci colpiscono le immagini vivide di un mondo ferito nell’anima, in bilico tra le due grandi guerre, eppure la psicologia dei personaggi, la cura stilistica, la forza dei dialoghi instaurano con il lettore una complicità emotiva, uscendo da ogni collocazione storica  e rendendo i “Tre camerati” un libro attuale e moderno.  Nelle primissime pagine Remarque sembra coinvolgerci con una domanda, che chiarisce l’orignalità della sua ricerca espressiva, viene infatti chiesto all’ipotetico trentenne degli anni 2000 di ricordare i giorni dei suoi compleanni. In rapporto al protagonista che cosa racconterebbe un giovane europeo di oggi? Magari parlerebbe di feste oppure di viaggi in luoghi di villeggiatura.

Robert si confida subito: “[…] Presi dal cassetto un foglio di carta da lettere e cominciai a calcolare. L’infanzia, la scuola: era un’epoca lontana, chi sa dove, non più vera ormai. La vita reale era incominciata solo col 1916, quando ero appena stato reclutato[…]. 1917. Le Fiandre. Middendorf e io avevamo acquistato in mensa una bottiglia di vino rosso per festeggiare il mio compleanno. Ma non ci riuscimmo: la mattina presto iniziò il bombardamento inglese. Koster fu ferito a mezzogiorno, Mayers e Deters caddero nel pomeriggio […]. 1918. L’ospedaletto da campo dove pochi giorni prima era arrivato un carico di feriti. Bende di carta, ferite gravi, gemiti. 1919. Di nuovo a casa. Rivoluzione e fame[…]”

E’ da qui che prende l’avvio i “Tre camerati”, la corsa veloce di un anno intenso. Durante i suoi trentanni Robert dovrà fare i conti con la desolazione di una realtà tormentata dalla povertà, facendosi scudo con l’amicizia e l’intraprendenza di Otto e Lenz, scoprendo e perdendo allo stesso tempo quanto di più prezioso la vita possa donare, cioè l’amore autentico per la donna dei suoi sogni.

Remarque ci stupisce e ci appassiona, il suo stile è mirabile, i dialoghi e la forza espressiva dei personaggi minori, come la signora Hasse, il violinista e il fornaio ci restano dentro, mostrando la difficile commistione della miseria e della nobiltà che si alternano in una lotta senza tempo nell’animo umano.

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