Quando la storia si fa romanzo: I Borgia di Sarah Dunant

Ho accolto con molto piacere la notizia che per il Bookcity di quest’anno sia stato affidato come lettura al ai gruppi del bookclub “Sangue e Onore”. I romanzi storici di Neri Pozza non deludono quasi mai per la loro capacità di renderti  il sapore di un’epoca e l’atmosfera di un periodo, con tale particolareggiata varietà di dettagli e di sfumature, da regalare quasi più piacere nel leggere di quelli che della trama e dei personaggi del romanzo. Il libro di Sarah Dunant ambisce a entrambi gli avamposti di un buon romanzo storico: una buona trama e un’ottima ricostruzione storica. In giro si leggono parecchi tentativi di ricostruzioni storiche di un periodo che in Italia fu foriero di splendori artistici ma anche quadro di delicati equilibri politici; la difficoltà nel trattare quei secoli così importanti per la nostra storia sta proprio nella vasta ricerca e documentazione che bisogna affrontare per dominare la materia con sufficiente perizia. L’autrice riesce a scavallare senza problemi i tranelli del genere storico che renderebbero un romanzo del genere troppo “trattato” e  poco “romanzo”, unendo gli avvenimenti storici, come tanti puntini, con il tratto della scrittura romanzesca fino a delineare una figura complessa e intrigante che restituisce la complessità e bellezza di quel periodo. I personaggi escono dalla bidimensionalità delle ricostruzioni, per intrecciare agli avvenimenti storici le loro passioni e le loro antipatie. Complicato rendere agli occhi del lettore gradevoli una dinastia universalmente considerata spietata e sanguinaria, machiavellica nella piena accezione del termine: Il clan dei Borgia ne esce quasi come una famiglia moderna e unita, nei legami solidi che legano i figli all’onnipresente Padre Rodrigo, colonna portante di ogni trama e sotto trama della storia. Curioso il riscatto morale che subisce la figura di Lucrezia Borgia, di fatto una ragazza troppo giovane per capire e comprendere le sfide e decisioni che gli impongono il padre e il fratello. Come sempre personaggi di maggiore interesse sono quelli che si muovono sullo sfondo delle grandi vicende dei protagonisti, quasi secondari ma che danno spessore e corpo alla storia: tra questi Giulia Farnese, Adriana e Sancha. La trama è scorrevole soprattutto nei passaggi dove la Storia con la S maiuscola lascia il passo alle  vicende personali dei protagonisti, laddove è percepibile l’umanità di personaggi che si conoscono solo attraverso i libri di scuola. Piccolo neo, all’interno di un bilancio positivo, è a volte la difficoltà di certi passaggi, qualche falla nel ben congegnato ordine delle cose o la mancanza di contorno di certi elementi che servono a saldare l’Umano alla Storia. Nel complesso piacevole e appassionate, questo romanzo regala la possiblità di conoscere e intrattenere al tempo stesso, senza la pretesa di fare della grande Letteratura. È un libro commerciale nel senso buon del termine, per gli amanti del genere e non solo.

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  1. Adriana says:

    Io sono un’amante del genere storico, ma questo romanzo mi ha deluso.
    Dal punto di vista storico, infatti, non ha aggiunto nulla a quanto già sapevo sull’argomento: nemmeno la rivalutazione di Lucrezia è una novità, persino nei libri di testo in uso nelle scuole superiori, laddove sia dedicato spazio ai Borgia, si mette in forte dubbio la “leggenda nera” che si è tramandata su Lucrezia, facendola risalire più alle malelingue degli invidiosi avversari politici dei Borgia che non alla realtà dei fatti. In compenso, essendosi fermata la narrazione della Dunant alle nozze di Lucrezia con Alfonso d’Este, non si è reso merito alla Borgia del ruolo di mecenate che lei stessa ha avuto presso la corte ferrarese (Ludovico Ariosto il più illustre dei suoi protetti) e delle notevoli capacità politiche e diplomatiche di cui ha dato prova nei lunghi periodi di assenza del marito.
    Il genere del romanzo storico, poi, si sa che deve sposare i fatti con l’immaginazione,
    attribuendo ai personaggi storici sentimenti, emozioni, stati d’animo tali da risultare credibili per
    il lettore e far scattare in lui interesse e coinvolgimento.
    Purtroppo in me la cusiosità iniziale si è poi tramutata in noia.

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