Incontro con Edward St.Aubyn Domenica 24 Novembre a Bookcity

Ho partecipato all’incontro di domenica con St.Aubyn ma premetto che potrei essere  terribilmente di parte nel raccontarlo , dato che ho amato da subito e incondizionatamente I Melrose e Lieto Fine .

Non avrei potuto quindi essere delusa in nessun modo dall’incontro con l’autore .

St.Aubyn si presenta esattamente come me lo aspetto : ho visto qualche sua foto .

E’  alto , elegante e un po’ distaccato mentre si allunga nella poltrona su cui e’ seduto , ma non freddo .

Penso che non si trovi particolarmente a suo agio nello stare davanti ad un pubblico, anche se siamo tutti qui perche’ abbiamo letto i suoi libri e lo apprezziamo .

Lo penso soprattutto quando affronta ,sollecitato dalla domanda di uno dei due moderatori , la veridicita’ dei personaggi dei Melrose . Del ‘cattivo ‘ David Melrose dice che non ha ‘distillato’ nulla , lo ha descritto esattamente cosi’ come e’ stato . E io penso che sia veramente coraggioso da parte sua dover affermare ,davanti ad una platea di sconosciuti , che il proprio padre , se veniva infastidito dal rumore che sentiva , raccontava , come monito ,  di avere ammazzato una persona colpita dalla rabbia perche’ faceva troppo rumore e lo disturbava  .

E’ vero , un autore scrive per un pubblico di lettori  e quindi si aspetta da parte del suo pubblico domande e una certa curiosita nel sapere  se la sua esperienza di vita sia stata cosi’ drammatica . Nonostante quindi una certa abitudine all’esposizione mediatica , durante tutto l’incontro non riesco a non pensare che per St.Aubyn debba essere  comunque una ‘fatica’ .

Si torna piu’ volte , sia per le domande dei moderatori che per quelle del pubblico , sul tema della scrittura come cura , come strumento di  guarigione . Ne parla anche Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista  ,che ha discusso di questo tema con Natalia Aspesi sulle pagine di Repubblica e che ha letto i romanzi anche alla luce della  propria esperienza professionale .

St.Aubyn su questo punto e’ piuttosto categorico . Ne aveva gia parlato in una intervista sul Corriere della Sera : la scrittura non salva , almeno non ha salvato lui , anzi  da quando ha iniziato a scrivere le cose sono state piu’ difficili . Sottolinea che uno  scrittore non scrive per salvarsi , scrive per un pubblico e quello deve sempre avere in mente .La scrittura ha fatto parte del suo percorso personale per venire a patti con la sua storia , ma non ha mai dimenticato che scriveva per i suoi lettori e non per se stesso .

Le domande sia del pubblico che dei moderatori  toccano molti dei temi di cui abbiamo parlato anche noi con il gruppo del Venerdi’ : la differenza tra ironia e sarcasmo , le figure femminile cosi’ assoluatmente inadeguate ,  la scelta dell’uso della terza persona nella narrazione per creare il necessario distacco tra l’autore e i suoi personaggi . la relazione di Patrick con i suoi figli .

Delle figure dei bambini nel romanzo , uno dei moderatori , sottolinea che sono molto maturi e che sembrano ‘intelligentissimi’  .  St.Aubyn dice che, nei figli  di Patrick , ha ‘distillato’ le figure dei sui figli e di quelle dei figli di amici , ma dice anche che i bambini sono sorprendenti e dicono spesso cose che fanno riflettere . Sorride .

Lo salutiamo con un lungo e caloroso applauso : al bambino che ha cercato di diventare un geko per sfuggire ad un dolore insopportabile e al  grande scrittore che e’ diventato  .

Lui sembra sollevato di avere finito ,ci ringrazia e va a firmare il suo libro .

Avro’ sicuramente dimenticato qualcosa , dato che e’ passato un po’ di tempo dall’incontro a quando ho avuto il tempo si scrivere le mie impressioni . Lo faccio ora con un po’ di ritardo , pero’ , anche oggi , a qualche giorno di distanza , le emozioni  restano

Raffaella

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)
Incontro con Edward St.Aubyn Domenica 24 Novembre a Bookcity , 10.0 out of 10 based on 1 rating
  1. Silvia Costa says:

    Incontrare St. Aubyn è stata proprio una emozione! Non sono mai stata una fan di queste cose. Quando leggo un libro, e ne leggo tanti, in realtà non provo interesse a conoscere l’autore, che secondo me deve restare lontano, quasi mitico. Bé, ho cambiato idea, mi devo ricredere! Trovarsi davanti questo perfetto Lord inglese, sentirlo parlare e raccontare dei suoi scritti, vedere le sue espressioni e i suoi gesti mi ha stregato! Sarei rimasta lì ad ascoltarlo per ore. Certo, i romanzi di St. Aubyn sono particolarmente legati alla sua vita e quindi alla sua persona, ma questo incontro mi ha decisamente fatto cambiare idea e d’ora in poi, quando avrò occasione, andrò ad ascoltare gli scrittori!
    Un’ultima nota, sull’incontro di domenica 24: quell’applauso finale non avrebbe dovuto smettere mai, era da pelle d’oca!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Non ci sono ancora trackbacks per questo post.

Lascia un commento

Please type the characters of this captcha image in the input box

Please type the characters of this captcha image in the input box


© 2019. Bookclub Neripozza. All rights reserved. web agency web agency urbangap