Secondo incontro: Lieto Fine

Secondo appuntamento per commentare la lettura di “ Lieto Fine” di Edward St Aubyn, quinto libro della saga “I Melrose”.
In qualità di supplente della nostra moderatrice mi faccio carico di una sintetica descrizione della discussione che, sia per la maggiore confidenza dei partecipanti sia per le caratteristiche del libro proposto, è stata alquanto animata.
A differenza infatti del primo incontro (Tre Camerati di Remarque) , questa volta i pareri sono stati abbastanza discordanti proprio grazie (o a causa) di alcune peculiarità riconosciute da taluni come pregi, da altri come difetti.
E’ stato giudicato unanimamente un libro molto ben costruito a livello stilistico, ben tradotto ed autoconsistente; anche chi non aveva precedentemente letto I Melrose è riuscito a comprenderne la storia e la psicologia dei personaggi.
E’ chiaramente un libro profondamente inglese, scritto da un membro dell’aristocrazia che ne descrive con sarcasmo, cinismo ed ironia vita e difetti; la narrazione della intera saga si svolge esclusivamente all’interno di questo ambiente, lasciando così pochissimo spazio a personaggi ad esso estranei; anche i bambini sembrano già plasmati e pronti ad entrare a far parte di quel mondo.
L’aristocratico distacco dalle cose dei personaggi, fa si che l’intera vicenda sembri quasi mancare di poesia, o di quel trasporto tipico latino riscontrabili invece in altri autori di assimilabili vicende.
Infine la presa di coscienza finale del personaggio principale è ad alcuni sembrata un po’ troppo “prematura”.
La votazione richiesta sul libro ha riportato valori alquanto eterogenei, anche se ai più (o, meglio, alla componente femminile) è risultato molto gradito.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Carla Cucchiarelli says:

    Io sono tra quelli del gruppo che hanno amato questo libro, tanto che appena finito ho iniziato a leggere “I Melrose”, apprezzando gli altri quattro testi allo stesso modo. Il personaggio di Patrick, il suo rapporto con i genitori, in particolare con la madre – questa donna vittima e al tempo stesso carnefice, “il personaggio tragico che era stata” – entrano nel lettore, gli rimangono dentro così come il tentativo del protagonista di sfuggire ai ricordi del passato, di scardinarli e tornare a una vita normale. Una storia che esce dall’interno delle mura domestiche e diventa, grazie allo stile perfetto dell’autore, così impietosamente vera da scatenare l’empatia .

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Non ci sono ancora trackbacks per questo post.

Lascia un commento

Please type the characters of this captcha image in the input box

Please type the characters of this captcha image in the input box


© 2019. Bookclub Neripozza. All rights reserved. web agency web agency urbangap