Il teschio e l’usignolo , di Michael Irwin

Che dire di questo libro? Difficile esprimere un parere, amarlo. Direi che il sentimento giusto è l’odio. Per me è stato come un pugno in pancia: doloroso, dolorosissimo, non finisce, anzi si espande ed il giorno dopo il dolore è ancora lì, in modo diverso, ma c’è.

Michael Irwin è grandissimo: ha saputo costruire un romanzo intenso, scritto molto bene (ma di questo non dubito mai: in questo Book Club si leggono solo libri scritti veramente molto bene) che coinvolge nella scoperta dell’abiezione che può esistere dentro l’essere umano. Penso sia la prima volta in tutta la mia vita che uso questo termine”abiezione”, ma non ne ho altro per definire la caduta della natura umana nel giovane Mr. Fenwich, Dick per gli amici (il nome già la dice lunga sul personaggio) che distrugge la propria vita e quella di tutti quelli che lo circondano per soldi, solo per soldi e non si redime, nemmeno alla fine del romanzo.

Le fasi della caduta sono interessanti, analizzate piano piano dall’autore: all’inizio il protagonista in fondo è solo un ragazzo che si vuole divertire e non vuole impegnarsi nella vita, ma poi piano piano la valanga si fa molto voluminosa e cade sempre più velocemente.

Il romanzo ci apre strade di riflessione interessanti, ma amarlo…difficile. Interessante, ben scritto, personaggi delineati molto bene, ma non l’ho amto.

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