Herman Koch, ODESSA STAR – “Breaking Bad” all’olandese

Fred Moorman ha 47 anni e li sente tutti: profondamente in crisi, sogna una Jeep Cherokee nera  o qualcosa che lo  riscatti agli occhi di sua moglie e suo figlio adolescente. Se dall’esterno Moorman mostra un sorriso di facciata, nel suo intimo si scatena un massacro alla Tarantino per ogni sciocchezza. Fred si imbatte per caso nel suo vecchio compagno del liceo, Max G., e capisce cosa manca alla sua vita miserabile: blindato da guardie del corpo, Max è un maschio alfa, aggressivo, brutale, assertivo, circondato di belle donne su belle auto. Insomma, tutto quello che Fred vorrebbe essere. La lamentatio delle sue sfortune, che Fed propina a Max come a tutto il mondo, sortisce il suo effetto e gli ‘amici’ di Mad Max si occupano di risolvere i problemi di Fred (sparisce la vecchietta che lascia la cacca del cane nel giardino dei Moorman…), ma Max non fa beneficenza e in cambio chiede a Fred di essere suo complice in una truffa a Chi vuol essere miliardario? E Fred ci prende gusto, perdendo inibizioni e scrupoli per strada. Come poi ne La cena e Villetta con piscina (scritti più tardi), anche qui il rispettabile stile di vita borghese si avvicina pericolosamente a quello criminale e il male contamina l’esistenza dell’innocuo, noioso uomo medio: il Tarantino che c’è in ognuno di noi si fa strada ed sale con prepotenza in superficie, noi tutti bastardi senza gloria…

(http://chooze.it/blog/2014/02/sunday-books-il-ritorno-del-king/ mi scuso per l’auto-citazione ma prendo atto con rammarico che sempre e solo 24 ore sono quelle che compongono la giornata)

Trovo sempre molto stimolante seguire il percorso di un artista, perché a stare bene attenti si rischia di cogliere qualche lampo di genialità, di intuire quale sia il processo creativo che culmina nell’opera.

Ecco, leggendo Odessa Star, che è stato scritto una decina di anni fa da Koch, ho trovato anche questo: come si arriva poi a La cena.

I romanzi di Koch mi fanno pensare ad una forma narrativa del dramma borghese, da Harold Pinter a Roland Schimmelpfennig passando da Yasmina Reza: una situazione piuttosto normale anzi banale viene sconvolta da un evento altrettanto ordinario e si innesca una reazione a catena che scoperchia il vaso di Pandora della borghesia, della condizione media e consolidata dell’individuo nella società occidentale oggi.

Che ciascuno di noi, nel nostro intimo, possa anche solo immaginare di formulare pensieri malvagi, immorali, al di là di ogni limite lecito… Beh, è certo un’esperienza da capogiro.

Più la situazione presentata nel romanzo è vicina alla nostra quotidianità, più la ‘metamorfosi’ (e non è che diventiamo un gran ché meglio degli scarafaggi di kafkiana memoria) ci terrorizza, perché davvero ci chiediamo se e dove stai la differenza, almeno in apparenza, tra noi e i protagonisti dei romanzi di Koch.

Tuttavia, Odessa Star, a differenza de La cena, ci offre un alibi iniziale: Fred è un inetto (a casa nostra, si veda Svevo) da cui possiamo legittimamente prendere le distanze, almeno un po’; almeno all’inizio. E’ in questo che percepisco Odessa Star come uno dei gradini che Herman Koch sale per arrivare alle sue opere della maturità. L’io narrante, Fred appunto, non è così ricco di sfumature e di contraddizioni come Paul (come dire, parte già perdente) e le sue emozioni sono unidirezionali: odio, odio e ancora odio; o malvagità; anche il sesso è violenza nelle espressioni usate per descrivere le fantasie sull’insegnante di francese (ecco, su come ci immaginiamo gli altri in situazioni intime, mi ci sono ritrovata tanto; ma non sono pericolosa, lo giuro). Se dunque Odessa Star mi sembra u po’ il fratello minore della prole letteraria di Koch, in esso si trovano già le grandezze dei romanzi futuri: l’incrocio tra romanzo familiare e thriller, la costruzione narrativa raffinata a scatole cinesi (che confonde e sorprende insieme), l’incedere per allusioni e rimandi, e soprattutto la scelta di un narratore inaffidabile che ammette con attendibilità di essere totalmente inattendibile. Koch crede nell’intelligenza del suo lettore, e non è poca cosa.

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  1. chiara macconi says:

    …discussione animata ieri al bookclub del lunedì…ma non svelerò nullaalla settimana prossima, dunque!

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  2. Valeria Ganazzoli says:

    Hai ragione Paola, ho appena finito Villetta con piscina, letto subito dopo Odessa Star. E’ davvero interessante il percorso di questo autore, le sue analisi sui pensieri piu’ intimi (ed infimi) dell’animo umano sono sconvolgenti. Credo che a questo punto leggero’ anche La cena!!

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