Il libro dell’amore perduto

es Il libro dell'amore perduto_esecutivo SnobKate è una giovane fotografa che ha appena perso la madre, la famosa ballerina June Darling. Come se quel dolore non fosse già   abbastanza, sua nonna Evie le rivela che June non era figlia sua, ma le era stata affidata da una signora che voleva restare anonima. Kate è sconvolta: deve assolutamente saperne di più. Partendo da una serie di lettere che la madre biologica aveva scritto a June fingendosi un’ammiratrice, e da un disegno firmato dal celebre artista Tom Stafford che ritrae una donna misteriosa, Kate decide di rintracciare Tom e chiedergli se la donna del ritratto è la sua vera nonna. Tom Stafford, però, è uno degli artisti più famosi d’America,  mettersi in contatto con lui non è una cosa da poco. Quando Kate, però, mostra il ritratto alla sorella di Tom, lei decide di aiutarla e le dà l’indirizzo di una casa in Corsica, dove il fratello le svelerà la verità. Tom e Alice (così si chiama la protagonista del ritratto) erano stati vicini di casa da bambini, ma si erano persi ed erano tornati a incontrarsi prima nel 1928, a Londra, e poi di nuovo nel 1939, a Parigi. Il mondo è molto diverso da quello della loro infanzia. Il crollo delle borse ha ridotto alla fame molte famiglie e per le strade c’è chi parla di una Seconda Guerra mondiale alle porte. Eppure loro si sentono ancora innamorati come allora. Allora perché, come racconta Tom, Alice lo ha lasciato senza una spiegazione? Serviranno altre ricerche, per scoprire che Alice se n’era andata per occuparsi della figlia che portava in grembo (June), e lasciare a Tom la possibilità di diventare il grande artista che aveva sempre sognato.  Il libro dell’amore perduto – i cui diritti sono già stati acquistati in più di dieci paesi – è un romanzo straordinario, pieno di poesia, che segue le vite di due innamorati attraverso l’Europa del Novecento. Ricostruendo epoche e atmosfere con l’abilità di una storica, e consegnandoci una delle più belle storie d’amore scritte negli ultimi anni, Lucy Foley ci parla di quelle esistenze che continuano a sfiorarsi, ma sono destinate a perdersi; e dell’amore più puro e infinito che esista: quello che poteva essere e non è stato.

«Il libro dell’amore perduto è magico, e Lucy Foley è un’autrice destinata a diventare una star».
Kimberley Young, HarperCollins
 
Lucy Foley è laureata in Letteratura inglese alla Durham University e specializzata in Modern Fiction alla UCL. Ha lavorato a lungo come editor presso la casa editrice inglese Hodder & Stoughton. Attualmente vive a Londra. Il libro dell’amore perduto, i cui diritti sono già stati acquistati in tutto il mondo, è il suo primo romanzo.

Traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio
Euro 18,00
464 pagine
EAN 9788854508354
I NARRATORI DELLE TAVOLE

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Il libro dell'amore perduto, 5.3 out of 10 based on 10 ratings
  1. Amalia says:

    Il gruppo social del Book Club ti aspetta per commentare “Il libro dell’amore perduto” di Lucy Foley.

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  2. Sabrina Di Agresti says:

    Sabrina Di Agresti – Torino n. Roma
    Il libro dell’amore perduto è suddiviso in 3 parti e 62 capitoli.
    Note sulla scrittrice:
    Nata a Londra ha studiato letteratura inglese ed ha lavorato come editore di fiction.
    E’ il suo primo libro edito in UK, in Canada e USA. E’ stato tradotto in 14 lingue.
    Ambiente :
    Londra Islington , Corsica ,Venezia, Parigi, NY., Polonia dove il freddo azzanna la carne.
    Agosto 1928 – Agosto 1986
    Personaggi:
    Alice Eversley
    Tom di anni 21 al primo anno di università, bellissimo.
    Kate, fotografa , voce narrante del romanzo.
    Roddy dai capelli rossi, amico di Tom e suo compagno di università di 23 anni.
    Rosa e Caro, sorelle di Tom.
    Matthew fratellastro di Alice.
    Archie fratello di Alice
    June abbandonata davanti ad un orfanotrofio a giugno.
    Celia/Alice madre della ballerina di danza classica June .
    Charlie amico di Kate.
    Agnes gallerista ad Islington .
    Nich titolare del laboratorio fotografico di Kate.
    Oliver e la sua 2cv , nipote adottivo di Thomas.
    Gerard giardiniere in Corsica e la moglie Marie, governante.
    Ralph amico particolare di Archie
    Henry compagno di studi di Thomas, francese.
    Zia Margaret sorella del padre di Alice scrittrice di romanzi erotici, ricca.
    Ludovico custode del palazzo veneziano.
    Julien Arnaud scrittore conosciuto a Venezia da Alice, diventerà un partigiano.
    Madame Fourrier corpulenta belga che gestisce una pensione a Parigi sulla riva sinistra della Senna.
    Lady Hexford madre di Alice, perfida e malvagia.
    Julie governante di NY di Alice .
    Sophie de Rosier madre di Antoine e Marguerite di cui Alice sarà istitutrice.
    Etienne e Georgette colleghi di Alice al museo Duprè.
    Berthe compagna di Alice nel campo di concentramento in cui Alice rimase per 3 anni.

    Temi :
    l’amore,l’arte , la fotografia,la natura.
    C’è un senso di tristezza se si pensa a tutti i figli citati nel romanzo nati per caso e non per scelta consapevole e che nella vita sono segnati da ricordi e tormenti esistenziali.
    Il silenzio di Oliver , il silenzio di June .
    Gli orrori del campo di concentramento polacco.

    Trama :
    Nell’incipit “un’amica dell’artista” anno 1929 rappresenta un disegno. Sarà una storia tutta incentrata su questo disegno?
    Kate, una fotografa, figlia di una famosa ballerina di danza classica, racconta la vita della madre, in cui si inseriscono personaggi e storie . Nel 1986 con il ritrovamento di un disegno di una donna, il lettore sarà catturato alla scoperta di sempre maggiori dettagli .
    Ne parla in prima persona .
    Ma abbiamo anche la storia di Tom e Alice che si incontrano da bambini, nel 1913 in Cornovaglia durante una vacanza . Lui è di origini umili e lei aristocratica figlia di un esploratore artico, che sembra irraggiungibile. Ne parla anch’egli in prima persona.
    Si è ad una festa ispirata all’Oriente , tra persone ricche, quelle immortalate dalle pagine mondane e Tom è affascinato da Alice, che non vedeva da 15 anni .
    I vari capitoli si rincorrono tra un periodo storico e l’altro .
    Da quella festa, lei gli scrive e lo raggiunge guidando un’automobile,un’estasi per la bella ragazza dai guanti di pelle.
    E’ stata Alice il cui anagramma è Celia a scrivere la lettera a Evie in cui spiega di essere la madre naturale di June. Evie non informa la ballerina e quando lei muore in un incidente aereo, la figlia Kate decide di rintracciare Thomas per scoprire la verità sulle origini della madre.
    Thomas pare non abbia lottato con sentimento e determinazione per il suo amore, ha lasciato che fosse Alice ad assumere importanti decisioni, le pietre miliari che hanno segnato per sempre la loro vita. Intraprendenza ed iniziativa che invece possiede il nipote Oliver .
    Kate e Oliver si avvicinano sempre più, dall’alchimia del loro incontro in Corsica , dalle loro escursioni fino a che l’uomo non la accompagna a Parigi in cui trascorrono la notte insieme .
    Il fatto acclarato è che Parigi è la città che fa innamorare ed è il luogo dove poter ricominciare e voltare pagina .
    Pare cha la storia si ripeta e così avviene molto spesso. Tutti i personaggi non hanno famiglie convenzionali e forse è proprio ciò che li accomuna .
    Dietro le storie dei personaggi, anche se quasi in sordina , l’autrice ci parla delle vicende della prima guerra mondiale, della crisi americana del 1929, dei nazisti , delle truppe tedesche in Boemia.
    La seconda guerra mondiale, nella città di Parigi in particolare, è vissuta sotto gli occhi di Alice . Il degrado, la gente che fugge, il cibo che scarseggia e il terrore che accada il peggio.
    Thomas, invece, con un telegramma, la avvisa che sta per partire per arruolarsi. E’ il 12 giugno 1940.
    Buona la terza parte del libro per le descrizioni dei partigiani e del loro modo di organizzarsi presso una libreria. Alice vi partecipa attivamente aiutando nella battitura con una Remington e nell’affissione dei ciclostili. Cambia nome e documenti .
    Rivede Julien che ha combattuto in Spagna e che aveva conosciuto a Venezia.
    Alice /Celia finisce in carcere e poi in un campo di concentramento in Polonia con Georgette e Etienne che si sono sposati. Verranno però fucilati in un bosco. Erano tra i 50 parigini che dovevano morire per ogni Boches ucciso dai partigiani .
    Alice trova da sola il coraggio di vivere, l’aveva scoperto dentro di sé.
    I due disegni di due donne straordinariamente somiglianti, nati dallo stesso artista, sono visibili al museo di NY ma con date differenti : 1929 e 1986: la nonna e la nipote.

    COMMENTO
    Ottime le descrizioni della natura corsa “ lo staccato crepitante delle cicale risuonava tra la vegetazione e un aroma violento emanava dal sottobosco, un odore complesso , in cui si mescolavano note sapide e dolciastre”.
    Utilizza molti superlativi : Tom pittore di eccezionale talento, June la ballerina famosa nel mondo, Kate rimasta sola al mondo , irrinunciabile il desiderio di scoprire la verità su Celia , Alice atleta formidabile,Oliver di una bellezza incredibile quasi ultraterrena.
    Le morti di alcuni personaggi vengono citate ma non approfondito il tema del distacco o dell’angoscia . Tutto procede in modo quasi tranquillo .
    E’ un libro gentile, una buona storia d’amore anche articolato in forma di scambio epistolare: Anticipa con drammatica lucidità gli orrori dell’Olocausto anche in occasione della giornata della memoria. Mi ha ricordato le pagine dolorose del diario di mio nonno anch’egli rinchiuso in un campo di concentramento.
    Già il titolo lascia intendere la nostalgia che accompagna la storia e l’intensità dei sentimenti che si vanno man mano delineando. Il sunto del romanzo, con un commento sull’amore, che qui è “quello più puro che esiste, che poteva essere e non è stato”. Credo nessuno di noi sia sfuggito ad una situazione come questa.

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  3. ida poletto says:

    la copertina non mi piace ma non è la peggiore, il titolo è abusato e comunque improbabile nella sua traduzione del più efficace the book of lost & found. amo leggere, da sempre, la carta, mi piace leggere e seguire le parole, come entrare in una sala buia e guardare le immagini scorrere, però è evidente che non sono una critica letteraria e forse neanche una cinefila. eppure questo nuovo imperdibile ruolo di recensore/trice, (censore?) all’interno di un book club accreditato come il nostro di Padova, mi impone di leggere “diversamente” anche se a mi sento più una studentessa secchiona che una maestrina…no non mi è piaciuto, non ho faticato a leggere il libro dell’amore perduto, ma è inutile spesso disturbante con quel continuo utilizzo di luoghi comuni e topoi, dall’inizio alla fine nella forma e nel contenuto è così poco originale e ricercato, così poco elegante e denso, non mi piace essere tranchant ma davvero per leggere una bella storia d’amore devo comprare la foley?

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  4. Elena says:

    Questa volta sono rimasta molto delusa. E non l\’ho ancora finito…ahimè. Libro scontato, pieno di luoghi comuni e frasi da noti cioccolatini. Le storie tra i personaggi si intrecciano con una banalità quasi incredibile, si intuisce subito dove si va a parare, tanto che ad un certo punto viene da chiedersi a che scopo proseguire la lettura. É noioso, l\’autrice non fa nulla per suscitare un minimo di curiosità, non approfondisce argomenti che potrebbero avere un potenziale, anzi sul più bello piazza descrizioni da \’diario segreto adolescenziale \’ che lasciano di stucco. Anche i periodi storici in cui si articola la trama sono descritti con una superficialità imbarazzante. Non c\’è alcuna distinzione di usi e costumi, contesti e soprattutto linguaggio tra gli anni \’30 e la fine degli anni \’80. Se non fosse per i nomi dei personaggi potrebbe essere tutto ambientato nella stessa epoca, moderna. La copertina – sí lo so, se ne é già parlato – non solo non é \”inedita\” , ma neanche pertinente: più che al mare della Corsica fa pensare alla Capri degli anni \’50 e la modella non sembra né la minuta corvina Alice, né la Kate del 1986. A mio avviso può essere sacrificata.Mi dispiace essere così drastica, ci avevano chiesto di trovare anche nelle stroncature qualche aspetto \’salvabile\’, ma davvero non riesco a farlo.Se avesse avuto una veste grafica più \’leggera\’ e la firma della Kinsella probabilmente avrei accolto la scrittura della Foley con meno aspettative, ma essendo una scelta editoriale della Neri Pozza, sono rimasta piuttosto perplessa. Sinceramente non consiglierei questo libro neanche ad una romantica adolescente….se ancora c\’è ne fossero!

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  5. Elena says:

    p.s. vogliate perdonare il T9 del mio cellulare….”se ancora CE ne fossero”

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  6. Barbara (Roma) says:

    Condivido gran parte delle osservazioni di Ida Poletto. A partire dal titolo scelto.
    Ho pensato che un libro con quella copertina e con quel titolo non avrebbe mai catturato la mia attenzione. Ma non vuol dir nulla. Avrei potuto scoprire una bella storia. Magari niente di impegnativo ma un piacevole intrattenimento (capita e non lo trovo disdicevole, anzi).
    Invece l’ho letto a fatica e l’ho terminato solo per una sorta di dovere nei confronti della casa editrice. Elena dice che non lo consiglierebbe neanche ad una romantica adolescente. Io non escludo che il libro possa vendere, forse anche grazie a quel titolo lì, a quella copertina lì e alla banalità dei dialoghi.
    Per quanto mi riguarda, è stato un sollievo immergermi in altre letture.

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  7. Anna Maria (Roma) says:

    Ho iniziato la lettura sperando ardentemente che non si trattasse di un romanzo rosa!
    Mi sono trovata invece immersa in una scrittura fluida e pacata e in una storia garbata e strutturata in modo semplice, ma efficace e non scontato. Come un’oasi quieta dove le emozioni sono tenui e assumono pennellate di colore e intensità pagina per pagina.
    Mi sono piacevolmente lasciata trasportare sino a quando, nella seconda metà del romanzo… poco prima di iniziare la mia lettura notturna, ho temuto di aver dimenticato il libro in una borsetta lasciata in ufficio. Mi sono sentita come persa ed ho capito che questo Libro dell’amore perduto mi aveva “presa” (lo so che non si dice, perdonatemi!) e con enorme sollievo ho scoperto di averlo poggiato sul letto appena rientrata a casa dal lavoro.
    E così, con interesse crescente, ho dedicato ogni momento libero per leggere e sono stata premiata. Ho apprezzato molto l’assenza di fronzoli e la delicatezza che accompagna il progredire della storia, il garbo con cui si evidenziano i sentimenti così come gli orrori della guerra. Insomma, “senza perdere la tenerezza”.
    Il periodo storico è tra i miei preferiti, ha consentito il massimo sviluppo culturale e intellettuale e con vivo piacere ho incontrato, per un momento, anche Gertrude Stein! Mi piace molto che Neri Pozza scelga spesso romanzi che evidenzino la valenza ed il fermento culturale del periodo a cavallo tra le due guerre. Inoltre, la svolta finale determinata dallo “sguardo” storico che evidenzia il ruolo della Resistenza mi ha sinceramente emozionata.
    E’ un romanzo che merita di essere letto e che, con convinzione, consiglierò agli amici e nei social.
    “Sono ricordi da trattare con delicatezza per non sporcarli o gualcirli, come oggetti fragili che rischiano di rompersi se li maneggi troppo a lungo”.

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  8. Amalia says:

    Sul gruppo social del Book Club, tante nuove citazioni.
    Commentiamo insieme il romanzo su Goodreads!

    Cari saluti,
    A.

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  9. francesco says:

    ciao a tutti.qualcuno mi ricorda come si entra si goodreads?grazie

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  10. Donata, torino says:

    Ma che magnifica occasione per chi aspettava un testo da trasformare in telenovela o soap opera!!!
    Almeno poteva esserci risparmiato un riferimento cosi superficiale e per luoghi comuni malamente orecchiati sui campi nazisti, non per noi, ma per rispetto a chi quelle esperienze ha vissuto e sofferto fino all’ annientamento!!!
    Ma Neri Pozza non era una altra cosa fino ad un po’ di tempo fa????

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  11. Stefania, Padova says:

    alla fine l’ho trovato piacevole, una scrittura scorrevole, una trama rassicurante..di quelle che sai sempre cosa ti aspetta. ammetto che mi ha conquistato la descrizione di Bonifacio e gli odori della Corsica che conosco bene, per il resto direi che è una lettura riposante, molto femminile. una distrazione romantica. perché no?

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  12. Amalia says:

    Ciao Francesco,

    clicca sul mio nome e potrai visualizzare la pagina del gruppo. Da lì potrai accedere.

    Cari saluti,
    A.

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  13. francesco says:

    Ciao a tutti.
    Ho terminato di leggere il libro da una decina di giorni e ho aspettato fino ad ora perchè ero molto indeciso come commentare. Il libro è scritto bene, in modo semplice e curato, si entra facilmente nella storia e anche se a volte può sembrare scontato, è sempre piacevole.
    La cosa più interessante che ho trovato è che il libro si può commentare in modo diverso in funzione di chi si ritiene essere l’interprete. Se lo commentiamo dalla parte di Tom è il libro dell’amore sfuggito nonostante il gran cercare; se lo commentiamo vedendo Alice è il libro dell’amore evitato, se invece parliamo di Kate allora siamo nel campo dell’amore ricostruito, quello che le consentirà probabilmente di stare al mondo riconciliando le stranezze dei suoi genitori con il fatto di esserne il frutto.
    Ritengo che sia un libro discreto,ben organizzato, di buona fattura , molto femminile. L’ho letto con piacere.
    francesco

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  14. Cetty (roma) says:

    La Foley concepisce una storia ambiziosa e difficile da raccontare, un progetto a prova di grande scrittore in cui traspare lo sforzo a tenere tutto sotto controllo. La sua giovane protagonista non si è ancora ripresa dal profondo dolore per la scomparsa della mamma – una grande star della danza – che perde anche la nonna adottiva – colei che ha strappato l\’orfanella dalla miseria permettendole di realizzare la sua vocazione. Ma i suoi unici affetti familiari perduti, forse, non erano i soli: prima di morire la nonna, tormentata dal rimorso, le confessa che da qualche parte potrebbe esserci ancora la sua vera nonna, che decenni prima si era fatta viva, respinta, per riparare all\’abbandono incolpevole della figlia. Con la notizia pochi indizi non facili da decifrare, tra cui un ritratto artistico della progenitrice. Rintracciarla è difficile, ma inutile dire che, dopo qualche malcelata perplessità iniziale, la ragazza parte in quarta. Ma sa il fatto suo, e fra le sue tante conoscenze c\’è chi potrà aiutarla, con un po\’ di fortuna, a risalire all\’autore del ritratto per scoprirne il soggetto. Quando arriva l\’expertise e viene indicato quale autore un pittore vivente, ultranoto e estremamente quotato, anche se parecchio schivo e difficilmente avvicinabile, il più è fatto. Kate, è timida, forse insicura, ma ha la forza di chi è vissuta nell\’Olimpo delle celebrità e sa di non avere difficoltà a rapportarsi. La storia racchiusa ne Il libro dell\’amore perduto è nota a tutti noi che lo abbiamo appena letto e come sempre ci confrontiamo sulle impressioni. Vi dico secondo me quali sono gli obiettivi falliti dell\’autrice. La Foley vorrebbe scrivere un libro sui grandi sentimenti personali e colletivi che si affermano nel secolo scorso: un nuovo modo di sentire l\’amore, l\’ambizione, il successo, la passione politica. Ma i suoi personaggi non riescono a esprimere efficacemente i propri sentimenti e spesso c\’è uno scollamento evidente tra le vicende fortissime che vivono e il distacco con il quale si muovono sulla scena raccontandosi a Kate. Così, i grandi temi del romanzo finiscono banalizzati o non adeguatamente sviluppati. Ci sono poi altri temi importanti, che compaiono con un certo rilievo negli eventi narrati dai personaggi principali, come ad esempio la verità e l\’arbitrio delle proprie scelte rispetto alla vita degli altri, ma poi spesso, inspiegabilmente, non affrontati. Un altro intento evidente dell\’autrice è quello di descrivere l\’atmosfera di alcuni luoghi. Così, Venezia, New York, Parigi, per pagine e pagine vengono rappresentate in momenti chiave della loro storia senza provocare emozioni apprezzabili e suggerendo anzi al lettore inevitabili confronti con autori che hanno scritto sull\’argomento. Lasciando le urbane roccaforti della Storia, dove è obiettivamnete difficile essere maestri, non va meglio sul fronte naturalistico corso, dove abbondano descrizioni e situazioni da rivista patinata. Decisamente più autentiche le ambientazioni delle vicende che si svolgono in Inghilterra, scritte senza enfasi e con maggiore originalità.Il libro contempla troppi argomenti artatamente messi apposta per piacere. Forse per questo non mi sono appassionata. Ma non solo. Ho trovato francamente fastidiosa l\’esaltazione esasperata del successo. Tutti vincenti, anche si impongono di vestire i panni dei poveri e affrontano la vita dal basso. Arriverà prima o poi una bella eredità. E se si è fortunati, come succederà con tutta probabilità a Kate, si può addirittura raddoppiare. Dal punto di vista dello stile e della scrittura ho invece apprezzato una certa coerenza interna, forse anche per merito del bravo traduttore.

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  15. Anna Maria (Roma) says:

    Non leggo i cosiddetti romanzi rosa, ci provai da ragazza… mi annoiano terribilmente. Nel leggere molti dei vostri commenti mi convinco sempre più che questa lettura è arrivata nel momento in cui avevo bisogno di semplicità, un angolino di quiete garbata, come un farmaco omeopatico somministrato nel momento giusto. Chissà! Mi ha regalato ore piacevoli.

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  16. Federica says:

    Io l’ho divorato in due settimane, Scorrevole, ben costruito. Bellissime le descrizioni storiche e i personaggi secondari. A parte che ti fa venire una gran voglia di partire e andare in Corsica!!!! Un romanzo dedicato agli amori incompleti, quelli che si cercano e si rincorrono per una vita, che resistono attraverso il tempo. Bello, delicato…dolcissimo. Consigliato a chi cerca tra le pagine di un libro una carezza.

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  17. Questo il commento che avevo inserito il 17 gennaio su Goodreads. Purtroppo non sono stata sorpresa nè smentita. Anzi…
    Ho terminato il romanzo più faticosamente di quanto prevedevo. La scrittura scorrevole mi è sembrata sempre più monotona e l’impianto storico si è rivelato piuttosto debole, soprattutto perché – sui temi bellici, del nazismo e della rsistenza- viene naturale il confronto con opere “robuste”.
    Il romanzo è in definitiva una soap opera: trama, situazioni, contesto emotivo, dialoghi hanno il taglio della rivista femminile patinata. E colpisce il contrasto tra la drammaticità esagerata delle vicende e la “piattezza” espressiva dei personaggi coinvolti.
    Va un po’ meglio in singole parti e scorci limitati, insufficienti peraltro a riscattare l’insieme.
    La notizia della copertina doppione (risolta, spero) ha aggiunto criticità al giudizio complessivo.

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  18. Il commento cui faccio riferimento (ho usato il copia-incolla) non viene ripreso… Dicevo di essere una lettrice un po’ “ostile” al genere ma, trovandomi a metà lettura, speranzosa di sorprese e smentite.

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  19. Claudio says:

    Il romanzo è descritto dall’editore inglese come “lirico, compulsivo e indimenticabile”, “il racconto strappacuore di amori perduti e di decenni di rimpianto, una storia di vite spezzate dalle guerre”, e “come gli oscuri segreti nel passato possono risuonare attraverso il vostro futuro, come una giovane donna che è stata adottata va in missione per scoprire la verità sulla sua discendenza”.
    Se l’intento non fosse più che serio e se l’editore non fosse convinto che “The Book di Lost and Found abbia qualcosa di magico, perché so che in Lucy abbiamo trovato non solo un libro stand-out, ma un autore che è destinato ad essere una stella”, direi che la presentazione sia un esempio di umorismo inglese. Poi leggo che la collana di narrativa femminile commerciale della Harper Fiction in cui è pubblicato questo libro “è costellata di superstar quindi ci vuole qualcosa di più che speciale per unirsi alla lista”.
    Ho così la conferma che ho letto un libro destinato ad essere il lancio di una grande scrittrice di “romanzi rosa” (o se vogliamo, narrativa da intrattenimento). Perché se è da apprezzare l’impegno del traduttore Massimo Ortelio nel farci cogliere appieno lo stile piano e scorrevole, se l’abbondanza di temi e immagini si susseguono nel tempo e nello spazio in modo armonico e piacevole, la sostanza della trama presentata è infarcita di banalità e di iperboli poco credibili, il tessuto narrativo è pretenzioso e scontato, i personaggi sono unidimensionali, non hanno lo spessore e la veridicità emozionale che potrebbero rivelare protagonisti upper class nel dipanarsi di questo racconto “strappacuore”.
    I cattivi senz’anima, i “frissons” sessuali, l’eccentricità geniale e fuori contesto, la totale disponibilità finanziaria e di tempo, i paesaggi e gli ambienti stereotipati, i drammi sentimentali e le nutrite tragedie famigliari, l’incapacità di vivere le proprie emozioni e di dare un senso compiuto alla propria vita, comunque sempre di successo, intessono la trama della storia di Kate alla ricerca della propria identità famigliare.
    Ricorre, come in diversi altri romanzi Neri Pozza che abbiamo letto nel Book club, il tema della realtà vista attraverso il filtro della macchina fotografica, che qui fa da contraltare al disegno e alla pittura, e che rivela immagini e istanti di vita che il fluire del tempo non permette di cogliere e apprezzare.
    Lodevole è l’impegno profuso nel raccontare questa storia, che evidentemente sa farsi leggere con facilità, il risultato però mi sembra un elaborato inferiore agli standard qualitativi a cui ci hanno abituato le ottime collane Neri Pozza.

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  20. Cetty (roma) says:

    La nuova copertina è decisamente una buona scelta. La trovo esteticamente gradevole e iconograficamente corretta. Che ne dite?

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  21. Stefania Sorbara ( Torino ) says:

    Scrivere una storia d’amore di qualità è una grande sfida per uno scrittore. Una delle più difficili, a mio avviso.
    Può darsi che io sia davvero troppo esigente ma, nonostante la buona scrittura della Foley e alcune belle descrizioni, non mi sento di assegnare al libro più di due stelle. Ecco le mie motivazioni.
    Il libro della Foley si propone come una storia d’amore, o meglio, due storie d’amore che si intersecano attraverso i decenni. Per legarle, l’autrice crea numerose simmetrie tra le coppie e i singoli personaggi: penso, al bagno al lago di Tom-Alice che rimanda a quello alla pozza di Oliver-Kate; alla gita in auto di Tom-Alice che rimanda a quella in barca di Oliver-Kate; alla confessione in punto morte di Eve e a quella della madre di Alice; penso all’identica condizione di orfani di madre di Oliver e Kate e a molte altre. Troppe, a mio avviso: l’artificiosità dell’impianto finisce per prevalere su ogni altro intento.
    La genesi dei sentimenti d’amore mi è parsa piatta e sbrigativa per la coppia Oliver-Kate e improbabile per quella Tom-Alice: una ‘storia d’amore’, nata in qualche settimana di vacanza quando avevano 6 anni, non si adatta alla mia visione dei sentimenti e della sensibilità infantile; inverosimile anche l’immediata condivisione dell’entusiasmo dell’infanzia, nell’incontro tra i due in età adulta. Nelle scene ‘clou’ di passione (se così si possono definire), non ho gradito la condizione alticcia dei personaggi: dequalifica la pulsione indebolendo il coinvolgimento emotivo ( per me, almeno, funziona così ).
    Poco più che stereotipi sono quasi tutti personaggi, dai principali ai minori (es: madame Fourier, la locandiera corpulenta, scorbutica e dal cuore d’oro; la zia M. eccentrica, ricca, intelligente e generosa; la prostituta di buon cuore nel campo di concentramento….) e il buonismo, dispensato con larghezza, li rende, a volte, patetici (un esempio: Oliver è sì divorziato ma non certo per sua colpa: sebbene la moglie fosse una maniaca-depressiva e Oliver, dunque, una ‘vittima’, alla fine è lui a ritrovarsi solo e disperato perchè la moglie finisce per tradirlo, lasciarlo e, persino, risposarsi con maggior fortuna).
    I dialoghi, banali e ordinari, sembrano meramente funzionali al procedere di una trama, a tratti, inverosimile o incongruente con le premesse.
    Un esempio su tutti: Alice, raccontando a Kate di Tom, dice: “non volevo fargli rinunciare ai sogni di gloria per stare con me”; e io mi chiedo perchè avrebbe dovuto rinunciarvi visto che, a quel punto della storia, Alice era sola (non avendo più neanche la figlia che credeva morta) e si manteneva come cameriera a Parigi? Mi chiedo: perchè Alice non poteva fare la cameriera, anzichè a Parigi, nella stessa città in cui viveva Tom? È credibile una passione che ragiona in termini così vaghi e pretestuosi?
    In troppi punti, inoltre, la Foley forza la trama per condurla dove vuole lei, rendendo evidente l’artificio e prevedibile la motivazione che l’ha indotto ( es: Oliver, in principio, è il nipote di Tom; ma dopo un po’, è solo più un nipote acquisito: a quel punto, è scontato tutto lo snodarsi successivo del filone Oliver-Kate).
    In un paio di scene, distanziate di una ventina di pagine (pag.103 e pag.123), ho rilevato un’incoerenza davvero stridente nelle reazioni di Oliver-Kate. A pag 103, Kate si dice sconvolta dalla freddezza con cui Oliver parla della morte della madre (-È morta, disse senza battere ciglio. Una semplice constatazione. Lo fissai, sconvolta da tanta freddezza-). Ma a pag 123, quando è il suo turno di parlare della propria madre, oltrechè fredda, è anche impietosa, senza apparenti motivazioni (-Mi ha detto di tua madre [dice Oliver]. Sì, ma non è il caso di farne un dramma, dissi asciutta. È passato tanto tempo-).
    Gli incisi retorici nei discorsi di Oliver, sull’eccezionale empatia nata tra lui e Kate, (esempio: ‘Ma perchè ti sto dicendo questo?’ , ‘Ma perchè mi confido con te?’), così come quel loro comprendersi di colpo (pag 160), quasi si leggessero nel pensiero (pag 172), io li ho avvertiti come facili ripieghi per non approfondire il passaggio davvero troppo repentino dall’antipatia all’innamoramento.
    Le descrizioni dei moti interiori di Kate e di Alice, in diversi punti, le ho trovate ridondanti, ripetitive.
    Tra pag 330 e pag 346, Alice rimaneggia la stessa riflessione (sui ricordi) ben quattro volte:
    - “ricordi oggetti fragili che rischiano di rompersi”
    - “ricordi da trattare con delicatezza per non sporcarli”
    - “teme di contaminare i ricordi che le sono tanto cari, pronunciando il suo nome in quell’aria fetida”
    - “ho la sensazione che ogni volta che si rievocano simili tragedie qualche goccia del loro veleno torni a infiltrasi nel mondo”.
    A quel punto, come lettrice, ho sperato che un’amnesia di Alice mi salvasse da una china di cui non vedevo la fine.
    Un ultimo appunto, sulla frase finale di Alice a Kate: “vorresti una storia d’amore, ma quella che ti ho raccontato è una storia d’amore. Solo che non sempre funziona come nei libri”.
    Ecco, io credo che non si possa risolvere un problema di verosimiglianza e di coerenza narrativa con un espediente autoreferenziale. Neanche se si vuol raccontare, ‘soltanto’, una storia d’amore.

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  22. Rita C. says:

    E’ la storia di Alice e Tom. Una storia di un amore perduto, un amore che avrebbe potuto essere eccezionale e non lo è stato e che, proprio per non essere stato vissuto a pieno, diventa un amore senza fine!

    Hertfordschire, Oxford, Sussex, Fresnes, Parigi, Londra, Venezia, la Polonia, New York, la Corsica con Bonifacio e Bastia: le tante località che accompagnano la loro storia e quella di tutti i personaggi a loro legati.

    Pittura, disegno, danza, fotografia fanno da sfondo artistico.

    La guerra, la seconda guerra mondiale, dà un tocco un po’ più profondo a questo romanzo.

    E poi ci sono le donne, le varie donne con i loro differenti temperamenti:

    Alice che rinuncia al suo amato per non condizionarlo nella sua scelta di vita;
    Lady Margaret indipendente spirito libero;
    Lady Eversley che, x evitare il “disonore”, fa credere alla figlia che la di lei bimba sia morta al parto;
    June ballerina di successo, mancata prematuramente in un incidente aereo;
    Evie ex ballerina, che nasconde alla figlia adottiva l’esistenza della vera madre;
    La madre di Oliver: egoista, attrice mancata, suicida;
    Elodia amorevole nonna e moglie comprensiva;
    Madeleine, Georgette, Marcellette, madame Fourrier fragili e combattive;
    ed, infine, Kate, che riesce a ricucire questa storia e a trovare l’Amore.

    Lucy Foley scrive scorrevolmente questo romanzo, che è sicuramente da leggere come se si stesse guardando una fiction.

    La NeriPozza, dando voce alle ns. segnalazioni, ha saggiamente sostituito l’immagine di copertina, a sua volta già utilizzata nel libro “Una perfetta felicità” di J. Salter

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  23. Silvia Milano says:

    Questo romanzo si divora! La prosa è semplice e scorrevole. E\’ bella la trama ed è ben strutturata nei sui continui passaggi tra presente e passato. Purtroppo, è manchevole di quel pizzico di originalità. . Appena compare Oliver capisci che starò insieme a Kate, Appena Stafford dice a Kate che non è suo nonno, capisci che invece lo è e lui stesso ne è ignaro. Questa prevedibilità fa perdere un po\’ di pathos alla lettura, peccato!

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  24. nunzia says:

    Il libro dell’amore perduto di Lucy Foley è il racconto di due passioni, nate sullo sfondo di contesti diversi e quasi opposti, ma con un unico tema: la ricerca. La narrazione lega in un tempo virtuale i quattro protagonisti, le cui vicende si intrecciano intorno alle due madri, quella biologica e quella adottiva, due donne passionali, molto amate e molto infelici. Su di loro lo sguardo appassionato della figlia-nipote, che ruota intorno a loro , sedotta, anche, dalle vicende dei due uomini attori e vittime degli eventi. Sicuramente dolce e delicata nella descrizione dei sentimenti e delle personalità è la prima parte del romanzo, che perde la sua concentrazione nella seconda parte, smarrendo del tutto la tensione emotiva nel racconto finale della vita nel lager tedesco, che avrebbe meritato molto di più di una semplice descrizione di situazioni e affetti . Ottima la tecnica narrativa che scorre tra il racconto in prima persona e quello in terza persona, che costringe il lettore a scorrere le pagine con l’attenzione che il racconto merita.

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  25. Irene says:

    Concordo in parte con quanto scritto da Claudio qualche recensione più su. Il libro dell’amore perduto è, purtroppo, un romanzo che si colloca nella narrativa di intrattenimento e rimane impantanato nel genere. La storia narrata dalla Foley, della quale apprezzo comunque lo stile, non riesce a essere ma accattivamente, non riesce mai a spingersi oltre la prevedibilità degli eventi e la banalità di alcune reazioni e diversi scambi di battute. Tutto va come il lettore pensa che andrà. Non ho mai dubitato del lieto fine, non ho mai dubitato delle azioni intraprese dai personaggi.
    L’intreccio narrativo, sebbene poco originale, avrebbe potuto essere sviluppato meglio, avvalendosi magari di dialoghi brillanti o di un ritmo serrato della narrazione. Tutto, invece, procede lentamente e proprio come si è immaginato.
    Delicato, carino e molto dolce, ma niente più di questo.

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  26. Lilly says:

    Amare vuol dire soprattutto volere il bene della persona amata. Ecco ciò che sottolineo ed ecco ciò che particolarmente colpisce: Alice e il suo amore, libero da vincoli e compromessi.Lo rileggerei per respirare spiritualità.

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  27. rosaria alba fontana (milano) says:

    Si legge come un romanzo d’appendice, ma non ha l’avvincente drammaticità ottocentesca. Procede in modo scontato. L’esperienza del campo di concentramento della protagonista, che è l’unico “colpo di scena” del romanzo, non riesce a dare vigore alla narrazione.

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  28. donatella (milano)) says:

    \”Come una fiaba\”, titolo della seconda parte del libro, si addice al romanzo della Foley.Ci sono tutti gli elementi: madri egoiste e anaffettive, ragazze madri, abbandoni , orfani, benefattori , tradimenti innamoramenti, attrazioni fatali, amori sognati. ritrovamenti , luoghi selvaggi eccPer essere un romanzo interessante, manca di approfondimento psicologico dei personaggi e le vicende storiche ( invasione nazista della francia , resistenza), sono narrate con superficialità.La vicenda si muove dal ritrovamento di un vecchio ritratto, alla fine ci sarà un nuovo ritratto. Nell\’ epilogo, la scrittrice confronta gli sguardi disegnati nei due ritratti, della nonna e della nipote, e afferma che \” non hanno la serena passività che troviamo di solito nei volti dipinti\”. Cosa avrà voluto dire con serena passività? E\’ possibile che la scrittrice non abbia mai visto un ritratto per es di Memling o Antonello da Messina? Dalla ritrattistica fiamminga al novecento gli artisti sono riusciti a svelare, attraverso la rappresentazione delle espressioni umane, la verità sul carattere e sull\’interiorità dei volti , e gli sguardi di quei volti dipinti escono dalle tele per dialogare con chi si sofferma ad osservarli.

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  29. chiara macconi says:

    Il titolo italiano è decisamente inflazionato e insieme alla copertina (bella sia la prima che la seconda) evocano storie d’amore di un tempo passato. In effetti è una storia di amori che si incrociano e a volte non si incontrano. Ma è anche una storia di dolore e di perdite, di segreti, di occasioni perdute e una ricerca di radici, di significati. Non avendo simpatia per le categorizzazioni, soprattutto se sono chiudenti, mi fermo qui.
    L’ho letto con piacere, come un bel romanzo d’intrattenimento ma il Book Club richiede qualche pensiero ulteriore: per essere un debutto è sicuramente un lavoro impegnativo anche se l’autrice viene dal mondo dell’editoria e qualche strumento in più sicuramente le è consono.
    Interessante e non semplice la gestione dei tempi e dei luoghi che si incrociano in modo non cronologico, come pure la posizione del narratore (è quasi sempre Kate che scrive in prima persona ma a volte diventa esterno e passa alla terza – anche Thomas Stafford in qualche situazione ricorda in prima persona) che rende la lettura un po’ più complicata ma anche affascinante. Il linguaggio è piacevole, senza svolazzi e difficoltà e questo rende la lettura scorrevole. Alcuni personaggi sono tratteggiati ampiamente, soprattutto quelli principali e femminili. L’ambientazione internazionale fra Londra, Parigi, New York e la Corsica, nonché un’appartenenza sociale elevata, aggiungono consistenza alla dimensione romanzesca.
    Nell’insieme una valutazione positiva anche se alcuni elementi critici sono riscontrabili: la storia non è particolarmente originale e qualche situazione appare un po’ scontata (come la scoperta che June, mamma di Kate, è in realtà figlia di Alice e di Tom, come la freddezza di Oliver che diventa calore), alcuni personaggi, soprattutto quelli minori, sembrano stereotipati e i fatti accaduti non sono troppi? E sarebbe troppo povero il romanzo senza Oliver?

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  30. Valeria Sala (Milano) says:

    La prima parte del romanzo scorre e cattura, secondo me. Nella lettura delle prime pagine mi sono sentita nuovamente adolescente alle prese con quei bei ‘malloppi’ che mi facevano sognare: intrighi, madri anafettive, orfanotrofi, adozioni e belle storie. Peccato che la tensione che ho scorto all’inizio sia scemata in un continuo di situazioni prevedibili. Questa la cosa che più mi ha infastidita del romanzo. Per altro, un romanzo piacevole per trama e struttura. Lo consiglierei ad un pubblico che non ama, mentre legge, immaginare cosa accadrà nella pagina successiva, per chi ama storie apparentemente complesse.

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  31. Gabriella says:

    Romanzo veloce, che si legge in un colpo solo e non richiede una concentrazione particolare per ricordarsi i personaggi. L’ho letto in due tre-giorni ed ho apprezzato molto le descrizioni della Corsica, della costa e dell’interno. Oltre ai vari amori citati nei commenti precedenti, aggiungerei anche questo. Un amore violento, caldo e ventoso, un vento che impedisce di fare qualunque cose, se non rifugiarsi in casa ad aspettare che passi. Che sia questo l’elemento centrale di tutto? Mi piace pensarlo così.

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  32. Simone (Roma) says:

    Forse il titolo e la copertina non sono “azzeccatissimi”, ma il libro a me è piaciuto, una bella storia niente di più; sicuramente si può trovare banale perchè somiglia a molte altre già lette, viste e sentite, ma a mio giudizio rimane una bella storia che ha il pregio di farci partecipare ad un amore, che sia perduto lasciato evitato per me non a importanza.. è una storia, è un amore, di cui sono stato felicemente partecipe attraverso la lettura.

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  33. Silvio Campus says:

    La narrativa romantica gode di un pubblico vastissimo. Quasi tutti gli editori, grandi o piccoli, puri o contaminati, decidono prima o poi di avvicinarsi al romanzo rosa, soprattutto per motivi economici.
    I fratelli Petit-Jean de la Rosiere (in arte Delly), Liala, e, ai giorni nostri, Rosamunde Pilcher, Danielle Steel, Katie Fforde e in Italia Sveva Casati Modignani, hanno fatto la fortuna di molte case editrici.

    Probabilmente il romanzo di Lucy Foley otterrà un buon successo commerciale, anche se il suo “tradimento” nei confronti di un genere letterario così importante risulta evidente fin dalle prime pagine.
    La trama, pur gestita con un linguaggio privo di sbavature, non riesce ad affascinare il lettore; i dialoghi, così precisi e mai fonte di equivoci, non prendono vita e non aiutano a tratteggiare le personalità dei protagonisti; neppure le descrizioni della natura incontaminata della Corsica smuovono il racconto da una precisione anodina che finisce per annoiare.
    Insomma, l’autrice scrive correttamente il proprio tema ma non appassiona.
    Il tentativo di affascinare il lettore aggiungendo ingredienti nobili ( pittura, fotografia, architettura, danza) risulta improduttivo e fa pensare, senza malizia, ad un originaria ricetta editoriale (e quindi non autoriale) che viene ulteriormente compromessa da un forte intervento redazionale.
    Il mondo alto-borghese in cui vivono Kate, Oliver, Alice e Tom risulta anacronistico proprio a causa dell’assenza di abiezione: in un buon romanzo rosa è necessaria la presenza di ” cattivi ” senza scrupoli che facciano da contraltare ai buoni sentimenti. Non sono sufficienti un evento bellico e un campo di prigionia per assolvere questo compito.

    Forse la presenza di immagini, alla maniera dei fotoromanzi tanto in voga negli anni settanta nei saloni di bellezza, avrebbe reso il testo e i dialoghi meno tediosi.

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  34. Marilena says:

    Questo libro è, contemporaneamente, troppo e troppo poco. Troppo per un romanzo di intrattenimento – ambientazioni e personaggi da romanzo rosa intrecciati con temi più profondi come quello dell’arte e di avvenimenti storici che hanno devastato l’Europa, con un rincorrersi di tempi e luoghi da cartolina. E troppo poco, se l’autrice voleva elevare il tono del suo romanzo – gli argomenti importanti sono trattati superficialmente (non basta citare Gertrud Stein per inquadrare il fervore artistico di quegli anni a Parigi) e le coloriture d’ambiente sono spesso banali, stereotipate quando non addirittura sbagliate (nessuno alla fine degli anni Venti poteva bere, a Venezia, una bevanda a base di vino spumante e polpa di pesche – il Bellini – inventato da Cipriani nel 1950 per festeggiare la prima grande mostra del dopoguerra a Venezia, dedicata appunto a Bellini). La storia poteva risultare più gradevole e appetibile se fosse stata “asciugata” ricordando che sempre, e a maggior ragione per uno scrittore esordiente, “less is more”

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  35. Susanna (gruppo Torino centrale) says:

    Per la prima volta nella storia del nostro gruppo, il romanzo ha suscitato poche discussioni: non si tratta certo di una storia appassionante, soprattutto a causa dello stile troppo uniforme, privo di caratterizzazione legata a epoche e personaggi differenti, e dell’estrema prevedibilità della trama (in particolare ci ha colpiti non solo l’abbondanza di cliché e stereotipi vari, ma l’ingenua disinvoltura con cui vengono usati senza neppure cercare di dissimularli). Vengono poi inserite molte tematiche diverse, alcune delle quali impegnative, però più che parte organica della narrazione appaiono come aggiunte a tavolino per completare l’opera con tutti gli ingredienti necessari. In questo romanzo di fin troppo facile lettura gli elementi più interessanti, anche se non originalissimi, si trovano in alcune descrizioni paesaggistiche e di ambientazione storica.

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  36. Barbara Lacchini says:

    La lettura scorre facilmente, ma il romanzo in sé è di una banalità disarmante. Nulla contro le storie leggere e rassicuranti, cui ogni tanto ricorro, ma è un libro che non mi ha lasciato nulla. Tutto è caratterizzato da una superficialità di fondo che rende i personaggi senza spessore e l’intreccio – il cui sviluppo non riserva grandi colpi di scena perché molto prevedibile – affoga in un mare di luoghi comuni. I sentimenti e le emozioni sono raccontati, secondo me, con scarsa profondità; questa cosa mi ha stupita non poco, dato che il romanzo è dedicato, essenzialmente, a una storia d’amore.

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  37. Stefania (Milano) says:

    Un romanzo che aveva ottime potenzialità per essere migliore. E’ il primo romanzo di Lucy Foley, quindi alcuni difetti e banalità si possono perdonare, molti gli spunti e buona la caratterizzazione dei personaggi. La storia è inizialmente interessante, pochi colpi di scena troppo prevedibili, ma si legge con piacere. Alice, il personaggio principale su cui si regge tutta la storia ci accompagna attraverso i suoi ricordi nei risvolti della sua storia d’amore, e nell’Europa devastata dalla seconda guerra mondiale. Il ricordo dei giorni passati in prigione e successivamente nel campo di concentramento, rendono a questo romanzo più vero,

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  38. Amalia says:

    Hertfordshire, agosto 1928. “Mille e una notte” allegre e travolgenti, feste a tema, gioventù e alta società. Un gruppo di danzatori, i più scatenati della serata, attraggono assolutamente. Forse Thomas avrebbe bisogno di lasciarsi coinvolgere o forse potrebbe solo proseguire a guardare e poi chissà… È più straordinario di quanto si possa immaginare: basterebbe solo osservare meglio, mettere a fuoco la pista da ballo e riconoscerla. Si erano conosciuti da piccoli, si erano visti per l’ultima volta nel 1913 a Winnard Cove. È più che sognare, è bellissima. È lei: Alice Eversley. Si può rivivere il passato?

    Straordinarietà artistica e attenta e delicata poesia di emozioni. “Un catalogo di cose perdute e ritrovate”. Ricerche, tanto dolorose, e somiglianti solitudini. È il libro dell’amore perduto e, nonostante i ricordi, troppo afflitti dal destino ed esitanti, è il libro della fede nell’amore. Ecco perché Lucy Foley tocca le corde della speranza e addolcisce una storia amara, in cui necessariamente si risolve qualcosa di irrazionale; e ben si capisce come contraddittorio e torturante sia il desiderio, in questo nostro mondo, di porre in rapporto sentimenti, identità e libertà.

    Perché “ci sono cose destinate a perdersi nel tempo”…

    Predominano allora le assenze pensose dei due amanti, le sensibilità di queste figure centrali, i paradossi delle scelte di Thomas e Alice, le occasioni improvvise, altre volte lucide e decise: proprie di chi agisce non per fuggire per sempre, ma di chi va via e trova un equilibrio, non è costretto a un destino anonimo ed è più forte degli eventi, dei più dolci e dei più neri.

    Mangialibri

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