Il matrimonio degli opposti

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Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un’amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un’isola definita da Cristoforo Colombo un «Paradiso in terra» per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell’esistenza e di fuggire a Parigi.

Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi.

Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.

Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro.

Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all‘École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.

«Splendido racconto alla maniera di Gabriel García Márquez» (O, The Oprah Magazine), Il matrimonio degli opposti è un romanzo struggente che intreccia ricostruzioni storiche, capolavori dell’arte e una magnifica storia d’amore.

L’isola tropicale di St Thomas e il frutto di un amore proibito: la nascita di Camille Pissarro, il padre dell’Impressionismo.

«Una storia incantevole che parla di sacrifici, tradimenti e tragedie familiari, in un mondo diviso dalla religione, dalle divisioni di classe e di razza, e riscattato dall’arte e dall’amore».

Booklist

«Chi legge questa storia non la dimenticherà».

Book Page

Traduzione dall’inglese di Laura Prandino
Euro 18,00 / 384 pagine
EAN 9788854512191
I NARRATORI DELLE TAVOLE

Alice Hoffman è nata a New York nel 1952. È autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali  The Museum of Extraordinary Things e The Dovekeepers, entrambi New York Times bestseller. Vive nei pressi di Boston.

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Il matrimonio degli opposti, 7.5 out of 10 based on 2 ratings
  1. monica - milano says:

    Il 1° commento…non può essere che non vedo l’ora di leggerlo! Grazie Bookclub!

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  2. Giovanna -Milano says:

    anche io! grazie Bookclub

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  3. Alessandra (Padova) says:

    Quando ho iniziato a leggere Il matrimonio degli opposti, non sapevo che la storia della famiglia del pittore impressionista Camille Pissarro fosse così particolare e interessante. Stando alla postfazione, l’autrice Alice Hoffman si è attenuta il più possibile agli avvenimenti storici attestati tramite lettere, registri e documenti, utilizzando la sua fantasia soprattutto per quanto riguarda i personaggi secondari del romanzo, che dunque possiede anche il valore aggiunto di essere testimonianza di un particolare contesto storico e sociale in cui, almeno per quanto mi riguarda, non mi ero mai imbattuta (la comunità ebraica delle isole Vergini nel diciannovesimo secolo). Il romanzo è scritto molto bene, le descrizioni sono molto efficaci e la vicenda abbastanza coinvolgente. Ci sono anche alcuni difetti, come ad esempio un meccanismo di cambio di punto di vista non perfettamente oliato, perché ogni diverso personaggio sembra conoscere sempre e comunque gli stati d’animo e i pensieri degli altri, come se il cambio di focus fosse necessario solamente alla narrazione (per esempio, per il periodo che Camille trascorre a Parigi, lontano dalla madre Rachel) e mai all’approfondimento psicologico dei personaggi. Altri elementi che a volte sono un po’ angoscianti per il lettore sono le continue ripetizioni e la religiosità fortissima ma anche superstiziosa di Rachel, che finisce per essere la chiave di sol di tutto il romanzo – ma forse questi elementi sono stati scelti dall’autrice per trasmettere l’angoscia esistenziale di chi è nato e cresciuto in un’isola così piccola e all’ombra di una genitrice così troneggiante. Un libro che sicuramente per conto mio non avrei mai scelto, ma che alla fine mi è piaciuto, mi ha fatto versare qualche lacrima e mi ha convinta a infilare sacchettini di lavanda nelle valigie dei miei cari affinché possano sempre ritrovare la strada di casa.

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  4. Giulia Bevione says:

    Sono un amante dell\’impressionismo e dalla copertina mi aspettavo tutt\’altro, tuttavia la storia mi ha catturata sin dalle prime pagine. Se restringiamo la trama ai minimi termini è solo una storia di famiglia, ma l\’autrice è riuscita a farmi gioire, piangere e sperare ad ogni pagina. Concordo con Alessandra da Padova che lo stratagemma di cambiare il punto di vista dei differenti personaggi sia poco reale, ma nel mio caso sono stata dalla parte della scrittrice ed ho creduto alla sua finzione. Ho trovato molto interessante ed anche una notevole nota critica verso la comunità ebraica, chiusa nelle proprie tradizioni, regolata da una rigida morale, ma anche fatta di grandi ed assurde incongruenze. Molto realistico, invece, il cambio di visione del mondo di Rachel, la giovinezza caratterizzata dalla ribellione, dall\’irruenza, dal desiderio di infrangere le regole, che con l\’età adulta, la maternità, la vecchiaia, porta ad un irrigidimento e ad una totale trasformazione. Sebbene la vita da artista di Pizzarro a Parigi venga solo sfiorata al termine del romanzo, la sua opera, il suo tocco, la sua visione surreale del mondo sono magistralmente rappresentate in ogni pagina attraverso la descrizione dei paesaggi e dei colori, scoprendo infinite sfumature dello stesso colore.

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  5. Donata, torino says:

    In una armoniosa e coinvolgente polifonia le voci dei diversi protagonisti (sempre evidenziate in esergo quali veri soggetti del capitolo) contribuiscono a narrarci le vicende della piccola società di St. Thomas, le sue consuetudini, i pregiudizi diffusi, il tutto inserito nelle luminose descrizioni della bellezza e ricca varietà dell’ambiente naturale e della capacità degli abitanti di viverne in consonanza ( aspetto così significativo per noi che viviamo in ambienti segnati dallo sfruttamento e dalla compromissione della natura).
    Il romanzo apre così una prospettiva su una area geografica e sociopolitica la cui storia ci è poco nota, poco divulgata, riassunta spesso un po’ velocemente nella denominazione in stile turistico di Isole Vergini statunitensi. È questo, dell’opera, certamente un aspetto positivo che merita di essere sottolineato, ma ciò che veramente coinvolge il lettore, la vera protagonista del romanzo è Rachel, unica infatti (accanto a Camille, in una unica occasione, pero’) che nei capitoli di cui è segnalata protagonista si esprime in prima persona ( scelta stilistica di grande pregnanza), rendendoci partecipi dei suoi moti interiori, delle sue difficoltà, delle sue gioie, dei dolori che la vita le ha riservato, ma soprattutto di come abbia saputo alimentarli tutti con una grande capacità d’amore, in senso stretto per l’uomo con cui sceglie di condividere la vita, ma in un senso ben più ampio per l’amore con cui si accosta ai figli del primo marito, per la comunicazione e collaborazione affettiva che instaura con il personale di servizio, e a partire da quel profondo senso di amicizia infantile che si rivela poi affetto autenticamente sororale. È questa apertura all’amore la vera dimensione del romanzo.
    La personalità di Camille, pur nell’interesse che non possono che suscitare le esperienze alla base delle sue scelte espressive, le riflessioni sulla percezione della luce e quindi delle diverse tonalità di un unico colore, rimane forse poco indagata nella sua psicologia, presentata attraverso il giudizio degli altri e soprattutto attraverso il complesso legame affettivo con la madre.
    Romanzo molto bello, dunque, storico in senso lato, forse con qualche piccola caduta nel melo’.
    Tutte, tutte le stelline!

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  6. ida poletto says:

    l’ultima volta quando il mio book club si è incontrato per commentare Cabaret Biarritz, un’amica mi ha detto che non l’avevo finito di leggere perché aveva voglia di una STORIA….ora capisco . Questo romanzo racconta una grande storia di un grande pittore. La narrazione è davvero efficace , il linguaggio coinvolgente. Mi è dispiaciuto finirlo. Peccato quella copertina senza colori e una serie di refusi di stampa. Interessante questo pezzo di storia ebraica , affascinanti i ritratti dei personaggi …forse un po’ troppo dominante quello di Rachel nell’equilibrio del libro…ho trovato stilisticamente efficace il lessico cromatico dove il colore non è solo percezione visiva ma emozione pura e simbologia evocativa…le favole le superstizioni o piuttosto le leggende sono la parte che più mi ha toccato il cuore

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  7. ida poletto says:

    …uffa ste stelline..io le volevo accendere tutte

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  8. Lettura interessante e coinvolgente.
    Mi aspettavo una biografia di Pissarro (con modesto entusiasmo, in verità) mentre il romanzo offre molto di più.
    Dà infatti conto delle caratteristiche ambientali e socio-politiche della sua isola, di cui avevo una conoscenza molto superficiale, e segue con accuratezza e vivacità la storia della sua comunità ebraica. Il maggior apprezzamento va dunque a questo aspetti del libro.
    Efficaci anche le pagine dedicate alla pittura che, pur “marginale” nella trama, riesce a comunicare il fascino e l’urgenza della creatività artistica.
    Nella vicenda familiare, incentrata sul personaggio di Rachel, prevalgono i sentimenti forti, sia negativi che positivi, e gli eventi sono spesso drammatici. Anche troppo: in alcune parti avrei gradito una maggiore pacatezza narrativa.
    Il difetto più evidente, oltre a una certa prolissità, è tuttavia la gestione del punto di vista. La struttura del romanzo prevede che sia quello del personaggio protagonista del capitolo, ma vi fa capolino una sorta di inappropriato narratore onnisciente.

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  9. Michele (Bookclub Roma) says:

    “Il matrimonio degli opposti” della scrittrice newyorchese Alice Hoffman è un romanzo interessante, abbastanza scorrevole ma con uno stile avvolgente e brillante che trae vantaggio dalle contaminazioni della letteratura ebraica, caraibica, europea e da un pizzico di realismo magico che l’autrice cerca di “rubare” a famosi autori del Sud America. Ho trovato interessante ed avvincente i diversi piani narrativi geografici e temporali che nel corso della storia si mescolavano con l’entrata in scena di nuovi personaggi tra cui il celebre pittore ebreo francese Jacob Abraham Camille Pissarro personaggio cardine ma su cui non si centra completamente la storia. In conclusione un romanzo saga che fonde storia, arte e aspetti sociologici con emotività e un’accurata analisi mantenendo vivo fino all’epilogo, nonostante la mole, l’interesse del lettore. Four-Star Book

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  10. rosaria alba fontana (milano) says:

    Storia romanzata di Rachel, la madre del grande pittore Camille Pissarro, nato sull’isola di St Thomas , ai tempi in cui era colonia danese. Isola del pirata Barbanera e frequentata da pirati e dalle loro donne , i loro fantasmi aleggiano nel mondo di Rachel, ebrea, e della sua grande amica Jestine, schiava. Il mondo della loro vita da giovani è influenzato da leggende di ucccelli, fiori e fauna marina. La narrazione è un intreccio di storie di passioni, di colori, di suoni e di sogni che influenzeranno la vita del Pittore. Camille riuscirà a vedere ciò che gli altri non vedono, spirito libero e determinato come la madre, come lei capace di amare al di là delle convenzioni imposte dalla società schiavista dei primi dell’’800.

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  11. Rita C. says:

    …E ritorna la storia della comunità ebraica, che si racconta e si fa raccontare…, ritorna la storia degli schiavi che schiavi più non sono, ritorna la storia di un amore che nessun trucco o incantesimo può far accadere…

    “Il matrimonio degli opposti” narra della vita di Rachel, ed ha come scenario St. Thomas (isola sita nelle odierne Isole Vergini Americane ex Antille Danesi), dove i suoi avi si sono rifugiati, fuggendo dalla Francia, paese che ha sempre sognato!
    Il suo temperamento è ben definito già da bambina. Rachel cresce in compagnia della creola Jestine (che scoprirà sua sorellastra) e di suo cugino orfano Aaron (che scoprirà non suo cugino), scrivendo storie fantastiche e leggendo molto nella forbita biblioteca di famiglia.
    Da ragazza risoluta quale è, accetta la decisione del padre (uomo molto colto, che la ama intensamente per supplire all’indifferenza e al gelo della madre), che la convince a sposare un commerciante ebreo vedovo, molto più anziano di lei, per salvare la famiglia dal crac finanziario al quale sta andando incontro.
    Il loro matrimonio è basato sul rispetto reciproco e Rachel impara a voler bene a Isaac e ai tre figli che lui ha portato in dote, pur essendo consapevole che gli manca l’amore.
    Quando Isaac viene stroncato da un infarto, lei ed i suoi figli, per legge, non ereditano nulla. Tutto viene ereditato dalla di lui famiglia, residente in Francia. Rachel diventa così consapevole che un estraneo sarà l’artefice del prosieguo della sua vita!
    L’artefice che trova davanti a se, una mattina, ha le sembianze di un ragazzo giovane ed elegante.
    In quel loro primo incontro Frédérick rimane folgorato dalla visione dell’immagine che ha di Rachel, la quale, molto arrabbiata, si sente subito attratta da lui.
    L’amore esplode tra loro, che combattono sino all’inverosimile contro il codice morale ebreo dell’epoca, che vieta il matrimonio tra parenti anche se non consanguinei. Insieme lottano contro quella ingiusta comunità che li emargina, perché trova ancor più disdicevole la loro unione essendo, lei, più vecchia di lui!
    Da questa unione, che si consolida sempre più anche se accompagnata da molte traversie, nel 1830 nasce Jacob Abraham Camille Pizzarro, un bambino insolito e curioso, che eredita da Rachel (oltre al carattere simile) la voglia di andare a Parigi.
    Finalmente nel 1855 Rachel ci approda, avverando il suo sogno e concedendo, pertanto, a suo figlio quella libertà di espressione che a lei non è stata concessa.
    Proprio a Parigi, nel 1889, termina i suoi giorni all’età di 94 anni!

    “Se trovi la felicità, afferrala. Non la ritroverai un’altra volta. La riconoscerai a prima vista”.

    Jacob Abraham Camille Pizzarro diverrà uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, uno dei padri dell’Impressionismo, conosciuto col nome di Camille Pissarro, amico di Cezanne, Monet, Guillaumin, Degas, Renoir e scopritore di Van Gogh.

    Brava la Hoffman, che unendo armonicamente realtà e fantasia e usando una scrittura accattivante (riesce quasi a farci credere che un sacchettino di lavanda messo in un bagaglio faccia ritornare a casa chi parte), ci fa scoprire attraverso la voce della madre, tra i limiti e le contraddizioni della convenzionale comunità ebraica, le radici di un grande artista!

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  12. Giovanna -Milano says:

    Pensavo di trovarmi di fronte ad una biografia del famoso pittore Camille Pisarro. Invece, Pagina dopo pagina mi sono vista travolgere dai meravigliosi colori dell’isola di St.Thomas e da tutte le emozioni scatenate dalle vicende di Rachel che è l’assoluta protagonista del libro. Camille Pisarro, il figlio, che sin dalla nascita riesce a vedere ciò che gli altri non vedono, è raccontato in modo quasi marginale nella sua arte; è data più voce all’approfondimento delle sue radici.
    Molto bello il racconto dell’ambientazione storica e delle dinamiche della comunità ebraica confrontata poi con quella parigina dell’epoca.
    Insomma un’ottima compagnia questo libro! felice di averlo letto.

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  13. Sabrina Di Agresti says:

    Sabrina Di Agresti – Torino ( n. a Roma )

    Alice Hoffman è una scrittrice statunitense nata il 16 marzo 1952 a New York.
    Ha scritto 17 romanzi, tradotti in 20 lingue.

    Il matrimonio degli opposti racconta la vita della madre di Pissarro e del suo amore per Frederich , ma non solo . A mio parere uno stile alla Bronte .
    Ambientato nei primi anni del 1800 è la storia di una famiglia di Parigi che si trasferisce ai Caraibi, possedimento danese .
    Una famiglia ebrea, benestante, con capofamiglia Moses Monsanto Pomiè, uomo d’affari di successo, che vive con servitù locale, di razza creola .
    Tra la figlia di Moses, Rachel e Jestine, la figlia della governante Adelle , una donna un po’ stregona, ma saggia, è subito amicizia.
    Sognano di andare a Parigi e, per gioco , invocano lo spirito delle mogli dei pirati.
    Luoghi spesso ricorrenti la biblioteca e la cucina di Adelle.
    Quando tra Jestine e il cugino di Rachel inizia una storia d’amore , la madre di Rachel, Sara è assolutamente contraria all’unione di un nobile con una serva, per di più meticcia .
    Mandano il ragazzo a Parigi con la nave su cui avrebbe voluto imbarcarsi la nostra protagonista.
    Ma gli affari di famiglia non sono così floridi come un tempo ed il padre di Rachel decide di farla sposare ad un ricco uomo molto più grande di lei, appena rimasto vedovo.
    Un uomo tenebroso e triste . Tratta la ragazza , inesperta, con rispetto e dolcezza e la stessa si affeziona moltissimo ai 3 figli di lui .
    Incombe sempre la figura del fantasma della ex moglie, Esther Petit, morta di parto, che aleggia tra le stanze della casa , ma soprattutto in camera da letto , come un angelo azzurro che veglia sui figli .
    Anche Rosalie , la governante di Esther Petit è sempre incombente , come un personaggio di Poe.
    Inesistente il rapporto di Rachel con la madre Sara, una donna cinica e insensibile .
    Rachel avrà i primi tre figli .
    Intanto , con la morte del padre di Sara ritorna anche il presunto cugino, da Parigi , con Elise, una donna diafana, la rossa, sposata in segreto.
    Intrigante la reazione di Jestine, che, rimasta incinta di Aaron, spia Elisa e Rachel.

    Il paesaggio caraibico è illustrato in modo magnifico tra i fiori di frangipane e i temporali forti ed improvvisi che piegano le grandi foglie di banano.

    Altri personaggi sono Enrique , il domestico d fiducia e contabile, prima del grande Moses, e poi della figlia , la vedova Rachel.
    I temi del romanzo:
    – la schiavitu’ ,
    – l’amore impossibile tra Rachel e il ragazzo arrivato da Parigi per la gestione del patrimonio della famiglia, che vince su ogni ostacolo della società e di tutto l’ambiente dell’isola. Considerano Rachel una strega . .
    “Una donna che sa quello che vuole , è probabile che lo ottenga. “
    Bisogna capire l’amore . “Ciò che ti distrugge ti salva” .
    – la comunità religiosa e le comari bigotte e spietate che la giudicano .
    – l’anziana madame Halevy, la più agguerrita, che, alla fine dei suoi anni , si redime e stringe amicizia proprio con il figlio di Rachel , il giovane Jacob Pissarro.

    La storia si svolge tra Parigi e Saint Thomas . Il paesaggio dei Caraibi e l’isola di Saint Thomas che è un’ isola Caraibica delle piccole Antille appartenente alle Isole Vergini Americane, situata a est di Porto Rico e a ovest di Saint John. All’ epoca dei fatti, i danesi, ne detenevano per mezzo della schiavitù il dominio, reietti gli abitanti,come i protagonisti della storia.
    Molti i simboli ed i significati reconditi : il pellicano, che vola nel giorno dell’incendio, l’albero di mele ( ai caraibi non ci sono mele ) l’asino abbandonato con rimpianto ed ancora ’usignolo , in cui Rachel vede la madre.
    Anche la santerìa , è presente, non totalmente esplicata , ma resa partecipe nelle pozioni dell’erborista , l’eremita che accetta la collana di perle e che elargisce filtri magici e benevolenze.
    Molto forte il legame di amicizia fraterno tra la protagonista e Jestine .
    La prima in continua gravidanza, la seconda che ha vissuto nel ricordo dell’unica figlia , Lydie, rapita piccolissima dall’uomo che aveva amato .
    Come l’oracolo/ erborista aveva previsto , la fortuna di Rachel , fece rotta verso il destino di Jestine . Bella donna che respingeva ogni pretendente.
    Intanto la piccola Lydie , a Parigi diventa una bellissima donna e si sposa con un banchiere Henry Cohen, conosciuto in sinagoga e con la passione per l’astronomia, da cui ha 3 bellissime bambine .
    Ma Lydie, un giorno si accorge di essere seguita da un ragazzo. E’ il giovane Jacob che viene mandato in Francia da parenti , per motivi di studio.
    Venuto a conoscenza della storia di Jestine , le promette di andare a cercare la donna e di portarle una lettera .
    Sono passati molti anni , ma dopo varie vicende , i due si incontrano e pare emergere anche il talento di Jacob verso il disegno e la pittura.
    La donna scopre la verità sulle sue origini e sulla donna che considerava la madre, proprio da Sophie, la zia da parte del marito , amica di Elise.
    Le bugie fanno soffrire e tutta la storia , tra segreti e menzogne , rimane ancorata ad un unico segreto a conoscenza del solo Jacob che , al rientro da Parigi si fa chiamare solo Camille
    E’ profondamente cambiato e non vuole più sottomettersi ai comportamenti della madre e dell’ambiente ristretto dell’isola dove è nato e vissuto.
    Appena conosce il pittore Fritz Melbye danese , si reca con lui in Venezuela .
    La voglia di avventura , repressa in Rachel , trova nel giovane figlio Pissarro , la passione e la libertà fortemente limitate.
    La sua forte personalità , pur rimanendo un bravo ragazzo, con orgoglio e grande umanità, lo spinge a dipingere in modo costante e continuo .
    Il suo buon cuore non gli permetterà di proseguire nell’attività del padre , ed è per questo che lascerà definitivamente l’isola , e grazie ad amicizie ed alle frequentazioni a Parigi, Jacob Abraham Camille Pissarro, diventerà il maggior esponente dell’impressionismo.

    Anche la madre, con Jestine, decide di partire per Parigi , e la storia avrà buon esito nella ricerca e accettazione della donna .
    Un abbraccio collettivo , sempre nel rispetto ed omaggio ai defunti concluderà la sorte in modo benevolo .

    Dispiace per le fotografie ,che i lettori della versione del romanzo italiano , non abbiano potuto ammirare..
    La scrittrice ha chiamato il proprio figlio Jacob .Un bel messaggio d’amore.

    P.S. Pissarro morì a Parigi il 13 novembre 1903

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  14. Rosa Concetta Spadaro says:

    Nascere e morire a St Thomas non è possibile per chi abbia sognato per tutta l\\’infanzia di essere altrove. Nella fantasia della protagonista de Il matrimonio degli opposti c\\’è perciò una destinazione finale dove si avverano le sue aspirazioni di una vita diversa e libera ed è la Parigi conosciuta attraverso le mappe antiche della biblioteca paterna e le favole di Perrault. Ma Rachel capisce presto che i suoi sogni, tipici di un mondo che cambia – ma non abbastanza in fretta da consentirle di emanciparsi e di realizzarli – , hanno un limite tangibile nella famiglia, la società e la comunità religiosa a cui appartiene. Prigioniera delle regole che le impongono tutti, si rassegna a un ruolo che non può evitare, ma non si darà per vinta e continuerà a lottare per affermare il diritto all\\’amore e alla speranza di una vita libera. Passerà così dall\\’ infelicità di un matrimonio combinato alla passione di un amore vero e lungamente atteso, per il quale sfiderà le convenzioni e sarà relegata ai margini della comunità ebraica. Indurita dalle sofferenze, neanche il riscatto di una piena riabilitazione sociale plachera\\’ la rabbia e le frustrazioni accumulate nel corso degli anni. Tenera, complice e appassionata con il suo secondo marito, non riesce a essere altrettanto amorevole con i figli, neanche verso colui che più le somiglia e, come lei, ambisce sin da piccolo a lasciare l\\’isola per coltivare la sua vena artistica.Rachel è un personaggio letterario decisamente riuscito: affascinante e respingente per le sue umane contraddizioni, nel romanzo ha una presenza e una fisicità che dominano incontrastrate la scena. I tratti del suo carattere, descritti con innumerevoli sfumature, colpiscono per quanto risultano veri, anche grazie alla scelta dell\\’autrice di raccontare la storia in prima persona.Non altrettanto convincente appare il ritratto del coprotagonista, Jacobo Camille Pizzarro; il suo profilo si rivela infatti meno completo ed efficace e, specialmente nella fase infantile, non molto credibile nel racconto in prima persona. Come altri hanno già scritto, anch\\’io ritengo che \\”la gestione del punto di vsta\\” (vd. Virginia del bc di Roma) adottato dalla Hoffman non sia senpre apprezzabile e che inserisca anzi degli elementi di discontinuità nella narrazione.Il matrimonio degli opposti non è solo la storia di una famiglia e dei suoi esponenti di spicco. L\\’attenzione della scrittrice alla descrizione dell\\’atmosfera dei luoghi e allo spirito dei tempi che cambiano rendono senz\\’altro il libro una valida testimonianza sia del fascino di un periodo di grandi trasformazioni storiche che della mentalità della comunica ebraica dell\\’epoca.

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  15. francesco book club di Roma says:

    Ho avuto la fortuna di leggere un gran bel libro. leggendo ho visto i colori di un luogo sconosciuto, l’odore dei fiori rossi, la forza del vento . Sono entrato nella vita di uomini e donne dai sentimenti forti e dalle vite complesse. Non è stata la biografia di un grande pittore, ma la saga di una famiglia complessa dalla vita intensa. Mi sono molto divertito con un romanzo che mi ha preso dall’inizio e non mi ha lasciato fino all’ultima pagina. Non capita spesso .

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  16. Nunzia says:

    Il matrimonio degli opposti
    “Il Matrimonio degli opposti” è un libro che si legge con interesse e con avidità. Le parti più seducenti sono le descrittive, soprattutto quelle che visivamente offrono immagini coloratissime dell’isola e di Parigi. Sembra che il pennello di Camille Pissarro dipinga in ogni pagina figure e natura. Meno vivi mi sono sembrati i personaggi, i cui sentimenti sono descritti molto bene, ma non appaiono sgorgare dai loro animi.
    La traduzione a volte non è perfetta.

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  17. Nunzia says:

    Il matrimonio degli opposti“Il Matrimonio degli opposti” è un libro che si legge con interesse e con avidità. Le parti più seducenti sono le descrittive, soprattutto quelle che visivamente offrono immagini coloratissime dell’isola e di Parigi. Sembra che il pennello di Camille Pissarro dipinga in ogni pagina figure e natura. Meno vivi mi sono sembrati i personaggi, i cui sentimenti sono descritti molto bene, ma non appaiono sgorgare dai loro animi. La traduzione a volte non è perfetta.

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  18. Simone says:

    Il matrimonio degli opposti è decisamente coinvolgente, questo è quanto basterebbe per consigliare la lettura di questo romanzo, ma è anche molto di più; l’aura che gira intorno al romanzo è sicuramente riconducibile al realismo magico, termine spesso abusato, forse a tratti troppo “rosa” , ma capace di portarti dentro al storia, dentro le superstizioni, gli odori e di lasciarti tutte queste sensazioni alla fine della lettura, quelle sensazioni che ti fanno venir voglia di andare a vedere con i tuoi occhi St Thomas e cercare i sapori di questa storia.

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  19. Federica Spinelli says:

    Comincio col dire che questo romanzo a me è piaciuto moltissimo. Ho trovato la storia appassionante, i personaggi descritti avvincenti e la scrittura scorrevole. Il matrimonio degli opposti è un romanzo che ti porta lontano a conoscere una storia che ti lascia qualcosa. Su quest’isola arroventata dove tutto è un miscuglio di magia e superstizione si svolge una storia appassionate che attraversa tre generazioni fino ad arrivare a quella di uno dei pittori più famosi dell’Ottocento francese, Camille PIzzarro. Bello, consigliatissimo è assai gradito, mi sento di dire che è una delle letture più piacevoli che abbia fatto ultimamente.

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  20. Anna Maria (Roma) says:

    Mi è molto piaciuto! Odori, colori, realismo magico, personaggi, l’isola, la comunità, gli intrighi, gli amori, i viaggi per mare, Parigi…
    Questa volta però desidero raccontare un fatto accaduto il giorno in cui mi è arrivata la bozza (in ufficio).
    A sera, tornando a casa, mi sono fermata a comprare un pò di pizza da asporto. Avevo il libro sotto un braccio perchè ho iniziato subito a leggerlo durante lo spostamento in metropolitana. Al momento di pagare, per comodità di movimento, l’ho poggiato sul bancone. La ragazza che mi stava servendo lo ha notato ed ha esclamato, mortificandosi un poco subito dopo per lo slancio incontenibile, che sicuramente stavo leggendo un romanzo bellissimo, che il titolo le portava alla mente i matrimoni combinati che nella sua cultura sono ancora tanto praticati, che il color seppia della foto le ricordava il passato e che la serenità della donna le faceva pensare ad una grande donna, una capo famiglia. Poi ha letto sulla copertina il riferimento a Pissarro… e si è fatta sognante. Abbiamo chiacchierato un pò e mentre trasformava teglie di pizza in porzioni mi ha raccontato dei suoi studi e del suo amore per la lettura.
    In quel momento ho deciso che subito dopo l’incontro del book club avrei regalato Il matrimonio degli opposti a quella ragazza amante dell’arte e della libertà!
    Mi accingo a farlo e mi farà piacere conoscere il suo parere!

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  21. donatella says:

    Il romanzo mi ha fatto conoscere la storia di questa piccola isola dei caraibi.Una storia di opposti : schiavi e padroni, africani ed europei, ebrei e cristiani,Gli abitanti, provenienti da tutto il mondo, hanno creato un matrimonio delle loro culture, non privo di contrasti: tra tra uomini e donne, tra mogli e mariti, tra madri e figli, tra rigide regole e sogni di fuga, S.Thomas e Parigi. Mondo reale e mondo soprannaturale si incontrano e scontrano, i miti sopravvivano e fanno da guida.La donna tartaruga indecisa tra il mondo degli uomini e il mare, alla fine del romanzo si mostra alle amiche che da sempre l\’ hanno desiderata , le ha seguite oltre oceano, è uscita dall acqua e si è seduta accanto a loro. Il sogno si è avverato. Il matrimonio degli opposti.

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  22. ida poletto says:

    DENTRO SOFFIA IL VENTO: non è esattamente un book per il club, ma la Neri Pozza ci ha omaggiato di questo romanzo della giovane FRANCESCA DIOTALLEVI. Forse, chissà, anche nell’editoria la quantità rende difficile distinguere la qualità?.. Io comunque auguro a F.D. la visibilità che merita. Non so se lei sarà un giovane talento di passaggio…e in questo senso mi viene in mente Paolo Giordano con il suo “La solitudine dei numeri primi”… e spero non risulti questo DENTRO SOFFIA IL VENTO un altro “libro liquido”: una storia bella che si legge d’un fiato ma che si dimentica altrettanto velocemente senza lasciare niente, perché per me leggere questo libro di incantesimi più o meno simbolici, è stato un vero piacere.
    Una scrittrice “bambina” , questa FRANCESCA DIOTALLEVI, di favole per adulti, dove l’amore trionfa: un balsamo per menti troppo razionali e logiche, per anime oramai stressate.

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  23. Gemma (Padova) says:

    Interessante questa biografia romanzata di Camille Pissarro: innanzitutto perché spiazza le aspettative, rompendo il patto di lettura che si crea con la copertina (New York Times: “Il mondo del grande pittore impressionista Camille Pissarro […]”) e facendo comparire il personaggio Camille solo verso la fine dell’opera, consacrando il resto, principalmente, alla figura imperiosa della madre. Inoltre, i personaggi di Rachel e Frédéric sono a mio avviso riusciti, così come il loro incontro ed intreccio, e come tutto il pulviscolo di personaggi che ruota intorno a loro (Jestine, Adelle, Monsieur Petit, la madre di Rachel, ma anche madame Halevy…) e che contribuisce a creare l’incantesimo di un’isola, e di una società isolata al suo interno, dove tutto si costruisce attorno alla ripetizione di vite, di generazioni, di matrimoni degli opposti, di credenze immutabili. Concordo però con chi ha sottolineato le derive a volte stucchevoli del romanzo, le sfasature nel meccanismo dei punti di vista, e la scarsa incisività del personaggio di Camille, che sembra costruito semplicemente in contraltare alla madre. Forse quando la presenza della storia/biografia si fa più imponente, la finzione perde in questo romanzo parte del suo spessore?

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  24. Alessandra (Padova) says:

    Dentro soffia il vento più che un romanzo è una favola, che non aspira tanto alla verosimiglianza quanto alla trasmissione di buoni e confortanti sentimenti. Ma sono poi così confortanti questi sentimenti? Certo, il finale, con tanto di deus ex machina (la valanga che travolge il bosco) sembrerebbe un classico lieto fine, in cui tutti sono felici e contenti e tutti i nodi vengono sciolti, ma in realtà, a ben guardare, quello che trapela è che chi si allontana dal gregge rischia sempre grosso e dovrebbe ritornare per il suo bene a far parte della comunità. Alla fine gli abitanti del paese si muovono per cercare Fiamma non tanto perché la vogliano realmente con loro, ma per paura di essere schiacciati dal rimorso se dovesse morire, e anche perché, più che religiosi, sono superstiziosi: se la strega poi dovesse tornare per vendicarsi di loro? E gli zingari? L’unico modo per dare un ruolo funzionale e costruttivo anche a loro, è quello di farne dei martiri della montagna… Insomma, a ben pensarci più che un inno alla compassione e alla tolleranza, questo libro è un atto di assoluzione unilaterale, in cui tutti quanti, alla fine, per quanto possano essere stati cocciuti, cattivi o sciocchi, hanno il diritto di ritrovare la gioia e la serenità. Se si accetta questo presupposto, tutto sommato, il libro non è male, forse pecca un pochino di ingenuità (ricordiamo anche che l’autrice è molto giovane) ma si lascia leggere velocemente. Quello che non ho apprezzato è stata la scelta di cambiare continuamente il punto di vista (sembra che, dopo Il trono di spade, non esista più altro modo di scrivere…), visto che il linguaggio e lo stile non sono mai diversi; spesso, leggendo alcune parti, mi dimenticavo addirittura che fosse un personaggio a raccontare, tanto faceva capolino quel narratore esterno che sarebbe stato, secondo me, più adatto a questa favola (il classico “c’era una volta”). Quello che è davvero fastidioso, e invito Neri Pozza a prendere la cosa nella dovuta considerazione, è l’abbondanza di refusi (ma ci sono anche degli errori veri e propri, soprattutto con i pronomi personali) cui il lettore va incontro in tutto il testo, che rende la lettura molto meno gradevole.

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  25. Claudio says:

    La vicende molto romanzate di una donna ribelle, di Camille Pissarro suo figlio, della passione di quest’ultimo per la pittura e dell’ambiente in cui è nata, della sua famiglia e dell’isola misconosciuta. La figura di una donna in lotta contro una comunità chiusa legata a rigide usanze rese ancora più esasperate dal un piccolo ambiente multirazziale in cui è inserita. Una lettura gradevole anche se contraddittoria e in molti punti poco credibile, condita con la giusta dose di “realismo magico”, di colori talismani e di riti propiziatori, di nozioni lasciate un po’ per caso e di sentimenti molto manifestati, di coup de theatre preannunciati e di fatalismo. Sicuramente la storia di Pissarro è interessante, così come lo è quella della sua famiglia e dell’isola di Saint Thomas, ma di tutto questo mi rimane poco, solo l’immagine di una Parigi grigio argentata eppure affascinante e della storia dei novantanove gradini costruiti con le pietre di zavorra delle navi danesi del diciottesimo secolo.

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  26. Sara says:

    Ci sono libri che hanno la capacità di farci sognare, di trasportarci verso luoghi ed epoche lontane. Questo libro storico racconta la storia della famiglia, ma soprattutto della madre del grande pittore impressionista Camille Pisarro. Ho viaggiato tra St. Thomas e Parigi, ho gioito e pianto con loro, ho scoperto cosa si cela dietro la vita di questo artista e della sua famiglia.

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  27. Stefania Sorbara ( Torino ) says:

    Mi dispiace dover esprimere un parere poco entusiastico su questo libro, considerando che il romanzo storico è il mio genere d’intrattenimento d’elezione.
    Con l’esclusione della prima parte, in cui l’autrice mi è sembrata particolarmente ispirata non solo nella descrizione dell’isola di Saint Thomas ma anche nella presentazione di alcuni personaggi (i genitori di Rachel, Rachel stessa, Aaron, Jestine, Isaac… ), il resto del libro (dall’arrivo di Frederic Pizzarro) mi è parso privo di vero mordente, tutto molto precipitoso, piuttosto banale nella sequenza di accadimenti, con personaggi, Rachel compresa, che sembrano aver smarrito la promessa di complessità della prima parte del libro per ridursi a dei tipi piuttosto stereotipati le cui relazioni hanno suscitato in me ben poco interesse. A questa impressione, purtroppo, non è sfuggito neanche il personaggio di Camille.
    C’è molto studio e molta attenzione alla ricostruzione storica da parte della Hoffman e questo va, sicuramente, a suo merito.
    Tuttavia i fatti riportati, per quanto veri, mi son parsi troppi, e molti di scarso o nullo interesse.
    La cronaca della realtà, per quanto ricca di eventi, non basta a rendere un romanzo avvincente o interessante. È la visione dello scrittore, la sua interpretazione di quella realtà, ciò che sceglie di raccontarci e il modo unico in cui ce lo racconta, che può rendere memorabile una narrazione e una storia. Almeno per me.

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  28. Sabrina says:

    Appena iniziato. Appassionate!

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  1. Vimeo.Com says:

    Vimeo.Com

    Il matrimonio degli opposti | Bookclub Neripozza

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