Una dolce carezza

BOYDFin dall’infanzia trascorsa nella bottega dello zio Gregory, Amory Clay ha sempre saputo che cosa avrebbe fatto da grande: sarebbe fuggita dal padre schizofrenico per diventare una fotografa professionista. A metà del 1930, Amory si trasferisce a Berlino per immortalare scene di strada, soprattutto donne, bordelli e locali a luci rosse: materiale che entrerà a far parte della sua prima mostra a Londra. Anche se la polizia sequestra le foto per oscenità, tra i numerosi visitatori della mostra c’è anche Cleveland Finzi, editor della rivista americana Global-Photo-Watch, che le offre un lavoro a New York. Diventata l’amante di Cleve e tornata a Londra per aprire una nuova sede della rivista, Amory va a documentare una manifestazione fascista ma viene aggredita violentemente. La diagnosi è spietata: non potrà più avere figli. Amory non si perde d’animo e nel 1944, dopo una relazione con il diplomatico e romanziere Jean-Baptiste Charbonneau, si trasferisce a Parigi, da dove viene assegnata come fotografa di guerra a un comando americano di stanza presso le montagne della Renania. Non ha paura delle bombe né delle minacce di Sholto Farr, un soldato scozzese che vorrebbe cacciarla e che, invece, finirà per diventare suo marito. Nonché, inaspettatamente, il padre di due sue gemelle. Neanche stavolta però la calma e la felicità durano. Sholto muore e Amory, a 59 anni, dopo un’ultima esperienza di corrispondente dal Vietnam, rientra a casa, dove delusa dai continui guai con la giustizia della figlia Blythe, inizia a cedere alla vecchiaia, finché una sera tenta il suicidio. Ci riuscirà qualche anno dopo, nel 1983.

Con le magnifiche ricostruzioni storiche e la prosa accurata che lo hanno fatto amare in tutto il mondo, William Boyd – autore del bestseller internazionale Ogni cuore umano – consegna ai lettori la storia straordinaria di una donna che amava la fotografia sopra a ogni cosa. E che lottò per mostrare a tutti quanti gli orrori della guerra, e per insegnare che vivere il presente è il più bel regalo che possiamo farci ogni giorno.

«William Boyd è il più grande scrittore inglese vivente».
Tiziano Gianotti, D – la Repubblica delle donne

«“Carezza” è proprio la parola giusta per parlare di questo romanzo, perché Boyd riesce a trattare temi pesanti con grandissima leggerezza».
The Times

«Intelligente e irresistibile».
The Guardian

«William Boyd è un romanziere che scrive libri intelligenti e personaggi alle prese con grandi sfide. Ma, soprattutto, è un narratore senza pari».
Telegraph

«Scrittura splendida. Ritmo perfetto».
Daily Express

«Una lettura coinvolgente. La storia di una donna interessante che ha condotto una vita piena. Che ha colto ogni opportunità con entrambe le mani».
The Independent

Traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio
Euro 18,00
476 pagine
EAN 9788854512245
I NARRATORI DELLE TAVOLE

WILLIAM BOYD nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.7/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)
Una dolce carezza, 5.7 out of 10 based on 6 ratings
  1. Stefania says:

    Che bello ! Ma quando esce ? non trovo notizie sulla data di pubblicazione…
    Grazie e buona giornata

    Stefania.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  2. Giovanna Milano says:

    Quattro aggettivi quattro per descrivere questo libro:Coinvolgente : lo leggi in un attimo pur essendo un libro da 460 pagine è scritto talmente bene che non ti puoi fermare.Storico : un passaggio tra le guerre del novecentoColorato : molto belli i colori descritti in questo libro soprattutto nelle immagini catturate … Anche in bianco e neroRivelatore : un libro come la fotografia strumenti che ci permettono di \\’viaggiare\\’ dentro noi stessi rivelandoci tante verità Insomma che dire ancora … Un libro assolutamente da leggere!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.5/5 (2 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  3. Anna Maria (Roma) says:

    Una bellissima biografia non-biografia.
    Dopo aver letto le prime cinquanta pagine ho desiderato sapere qualcosa di più circa Amory Clay… ed ho scoperto che trattasi di personaggio di fantasia, o meglio, probabilmente, di una donna che ne incarna tante. Tutte le donne che coraggiosamente, in ogni ambito, hanno sfidato un’epoca.
    Amory Clay, appassionata, emancipata, rigorosa, compassionevole.
    Dall’inizio alla fine c’è vita. Lo sguardo e il coraggio di una donna (delle donne), nella Storia e nella storia. Una dolce carezza, dall’inizio alla fine.
    Secondo me, la copertina non rende il giusto merito al valore di questo romanzo

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 3.0/5 (2 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  4. Dato che l’uscita del romanzo (di grande qualità) è stata posticipata al 23 giugno, aspetto un po’ per postare il commento, però ‘
    http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/11817657/Who-is-Amory-Clay-The-novel-mystery-of-the-woman-in-the-pond.htmlvi suggerisco questo articolo…
    chi è Amory Clay

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  5. Alessandra (Padova) says:

    Una dolce carezza non ha davvero dei grossi difetti: è scorrevole da leggere, racconta una storia variegata (che si ferma sempre un ciuffo d’erba prima di diventare assurda) e un personaggio tutto sommato credibile, inoltre l’idea di inventare il tutto partendo da alcune fotografie reali è simpatica. Però purtroppo questo romanzo si va ad aggiungere a tutta una serie di ritratti di donna più o meno riusciti e ben scritti che Neri Pozza ha voluto sottoporre ai suoi bookclubbers: non sarebbe possibile, nel prossimo futuro, riuscire a leggere qualcosa di genere diverso? Sono sicura che là fuori ci siano molti autori che non si credono Flaubert e molti romanzi che non trattano solo di famiglie complicate, gravidanze, lutti familiari ed elenchi di partner sessuali. Amory Clay non è un brutto personaggio, potrebbe anche diventare la protagonista di un film, volendo, ma la sua personalità e le sue emozioni vengono inevitabilmente schiacciate sotto il peso delle rocambolesche avventure che si trova a vivere e sacrificate a beneficio del racconto, reiterato e fin troppo dettagliato, della sua vita sessuale (a mio parere, il peggior difetto del romanzo, che non arricchisce né i personaggi né la storia e a tratti scivola nel morboso). Amory Clay c’est moi? Mah…

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 3 votes)
  6. ida poletto says:

    Sto finendo il romanzo ed è stato un piacere leggerlo …leggendolo mi è venuta in mente una distinzione di Umberto Eco che si rifà credo a Barthes. Eco parla di romanzi che sono scritti bene senza avere invenzione narrativa, penso all’Ulisse di Joyce; romanzi che hanno invenzione narrativa e sono anche scritti bene e romanzi che hanno grande invenzione narrativa ma sono scritti male. Eco peraltro fu un grande estimatore del romanzo popolare ed è a questo che penso leggendo quest\’ultimo romanzo . E\’ un intreccio allo stato puro! Storia universale, storia famigliare, storia personale. Andando avanti però questa (finta?) autobiografia, questo ritratto di donna a cavallo tra due guerre e due conflitti (realizzazione sentimentale e realizzazione professionale) comincia forse a dare un po\’ sui nervi e quel titolo… ne parliamo il 6

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  7. Rita Centaro says:

    “Una dolce carezza” è l’autobiografia di Amory Clay (1908-1983) inglese fotografa e fotoreporter antesignana.
    Il libro parla, attraverso l’amore per la fotografia, dei danni che l’amore e le guerre infliggono alle vite umane; è diviso in 8 capitoli a sua volta suddivisi in 31 sottocapitoli ed è arricchito da dettagli d’epoca e da suggestive fotografie in bianco e nero.

    Nel 1977, a 69 anni, a Barrandale (Scozia) Amory Clay si racconta, nel suo diario, alternando il presente con il passato, riguardando la sua vita vissuta come dentro un obiettivo, passando attraverso le immagini scattate, da quelle che riprendevano l’alta società a quelle cruente della guerra, dalle passioni adolescenziali alla presunta totale sterilità, causata dai maltrattamenti inflittile dai fascisti durante un reportage, e al groviglio di sentimenti e qualche trasgressione morale che proverà tra amanti, mariti e figli inaspettati.

    In una Inghilterra degli anni ’20, uno zio fotografo gay le insegna i primi rudimenti della fotografia, scatenando in lei la passione che segnerà il suo futuro.
    Intorno a lei ruotano una madre emotivamente distante, una sorella con talento musicale, un padre scrittore reduce dalla prima guerra mondiale, un fratello sognatore che perderà nella seconda guerra mondiale, un amante sposato, un fidanzato che sposerà un’altra, un marito Lord, che diverrà alcolista per dimenticare le atrocità commesse durante la guerra, due figlie diversissime tra loro (una hippie e una concertista), un amante molto più giovane che non farà più ritorno per ritrovare la sua giovane fidanzata vietnamita, e il suo cane Flim.
    Il padre, segnato dalle efferatezze del fronte, la trascinerà in un tragico avvenimento prima del termine del collegio, facendole così decidere di intraprendere la sua attività di fotografa prima a Londra, poi a Berlino, a New York, a Parigi e nuovamente a Londra, durante la seconda guerra mondiale, per giungere in Vietnam durante il conflitto e per fermarsi, infine, a Barrandale.
    Seguendo il suo desiderio di sviluppare una singolare espressione artistica, diventa così una delle prime donne fotografe di guerra, continuando imperterrita a a perseguire i suoi sogni, senza provare mai rimpianti e avendo uno sguardo sempre indulgente su se stessa.

    William Boyd ha creato Amory Clay. In questo libro ha creato una vita completamente virtuale, (inserendo foto vere raccolte nei negozi d’antiquariato) mischiandola ad un ampio panorama di qualificanti momenti reali della storia moderna, raccontandola attraverso l’obiettivo della fotocamera di una donna che non perde mai il controllo della sua vita fino a deciderne quando viverne il finale.
    “Bastava pigiare l’otturatore per rinnovare il prodigio, catturare un millisecondo di un’esistenza e farlo durare per sempre.”
    Ammetto che ce n’è voluto un po ‘ per capire che Amory Clay non è mai esistita!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -2 (from 2 votes)
  8. rosaria alba fontana (milano) says:

    Alcuni libri sono come le persone con cui entri subito in sintonia, fin dal primo incontro. Così per me “Una dolce carezza” di William Boyd. La storia della vita di una donna libera, nonostante il contesto storico, ma anche per quel contesto storico di grande trasformazione della società contemporanea. Se una vera Amory sia esistita o no è poco importante, la grande magia narrativa di Boyd ci trascina dentro una storia personale avvincente e il lettore la percepisce come una reale autobiografia

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  9. Claudio says:

    È sempre un piacere immergersi nel mondo di William Boyd. Boyd, infatti, è un romanziere brillante, che ha scritto racconti, opere teatrali, sceneggiature, thriller e un’avventura di James Bond. È uno scrittore ricco di inventiva, che eccelle nei particolari minuziosi di eventi e luoghi, corredati qui da un credibile e bel supporto fotografico, che gli permettono di localizzare con precisione un personaggio in una particolare epoca. In Sweet caress, grazie a questa sua capacità affabulatrice, disegna con tale realismo la sua protagonista che ci vuole un po\’ a capire che Amory Clay non è una persona reale, tanto risulta convincente: l\’abilità di Boyd è quella di prendere ciò che è essenzialmente una vita speciale, ma non necessariamente straordinaria, e farne ottimo romanzo. Tuttavia, questa vita per certi versi eccessiva, rimanda a personaggi già visti nelle precedenti opere dell’Autore e alcune sbavature, come ad esempio l’insistita descrizione delle vicende amorose di Amory, mi hanno dato una sensazione di non perfetta messa a fuoco dell’intreccio narrativo, alimentato forse anche dai non pochi refusi presenti nel testo che meriterebbero forse una rilettura di correzione in più.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  10. Francesco Book Club di Roma says:

    Ho iniziato a leggere il libro senza verificare se l’autore fosse un uomo ed una donna. Ho così creduto per diverso tempo che l’autore fosse una donna. quando mi son reso conto del contrario ho provato ancora più piacere nella lettura e vi posso garantire che il libro mi stava piacendo molto. Non credo sia facile per un uomo scrivere la storia di una donna con tanta perizia e sensibilità.

    Libro molto interessante per il profilo storico, scritto benissimo, con personaggi ben descritti ed interessanti e con una storia di donna sicuramente all’avanguardia rispetto ai tempi , Una Dolce Carezza è un libro che ho amato anche perché ha un finale molto originale che, se fossi capace a scrivere come William Boyd , mi sarebbe tanto piaciuto scriverlo a me.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (2 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  11. donatella says:

    Troppa fiction nella vita di Amory Clay: ricordi ,memorie di diario, foto sbiadite “ per fermare il tempo” a ricostruire una biografia.
    I ricordi dalla prosa precisa non mi hanno emozionato. Ho conosciuto, cronologicamente esposti, gli episodi della vita di Amory, i luoghi che ha frequentato, le amicizie, gli amanti , ma la sua vita emotiva poco emerge dai suoi ricordi rimane sempre ai margini, non è approfondita. .

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  12. Stefania Sorbara ( Torino ) says:

    Boyd ha senza dubbio una scrittura brillante o, come dice Claudio, una grande capacità affabulatrice. Personaggi, situazioni, stati d’animo sono resi con estremo nitore, senza zone opache, senza sbavature e questo non può che giovare alla lettura, rendendola spedita e godibile. Non ho letto altri libri di questo autore, ma da alcuni spunti spiritosi (“Spesso le storie di famiglia sono lacunose e inattendibili come la storia dei fenici” di pag 18 oppure, la divisa scolastica di Amory, descritta come “una via di mezzo tra Jane Austen e un veterano della guerra di Crimea” di pag 39), credo che Boyd possegga anche una spiccata vena ironica, di cui però è stato molto parco in “Sweet Caress”. Anche l’idea di costruire un romanzo partendo da foto ha il suo charme: è sicuramente una valida alternativa ai Ching e sopperisce, nel caso, a quella penuria di idee che è il vero spauracchio di ogni scrittore (Boyd d’altro canto è al suo 19esimo romanzo).
    Nonostante queste premesse, il libro non mi ha convinto.

    Il primo elemento di disturbo sono state proprio le fotografie. L’evidente natura amatoriale, e non professionale, della quasi totalità delle foto ha interferito, mio malgrado, con la lettura, innalzando la soglia critica. La biografia di una fotografa professionista corredata da foto dilettantistiche (alcune davvero piatte e scialbe) non mi è parsa una scelta felicissima, proprio per la credibilità della storia. Avrei gradito che Boyd riservasse alla scelta delle fotografie la stessa perizia spesa per la scelta delle parole, visto che entrambe sono parti integranti del libro. Spero che Boyd non la pensi come Charbonneau che, a pagina 158, sostiene che “la fotografia non è arte. Punti l’obiettivo e scatti. È un gesto meccanico”.
    Ho sofferto, inoltre, la sovrabbondanza di avventure, di accidenti, la sequenza di eventi che mi son parsi spesso un pretesto per dare al lettore un assaggio dell’intera storia del novecento: dalla prima guerra mondale, ai club di Berlino a luci rosse, alla Londra degli scandali del primo dopoguerra, l’America e la moda, i BUF, la seconda guerra mondiale, Londra, Parigi, il secondo dopoguerra, il Vietnam, le comunità hippie.
    Boyd non fa mancare nulla alla vita di Amory Clay: quello che è mancato, secondo me, è un nucleo narrativo vero e proprio, un tema centrale in grado di dare organicità alla storia, una visione di più ampio respiro capace di bilanciare la frammentarietà dei singoli episodi. Sicuramente non necessario nelle biografie reali, ma fortemente auspicabile in un romanzo.

    A livello di sensibilità e interesse personale, concordo con Stephen King quando scrive che “le lunghe ricostruzioni di una vita intera vanno riservate ai bar, e solo quando manca un’ora alla chiusura e siete voi a offrire da bere”.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 2.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  13. Michele (Bookclub Roma) says:

    Una dolce carezza è sicuramente un libro scritto molto bene con una prosa pulita senza sbavature che si legge molto velocemente nonostante quasi 500 pagine questo però non implica necessariamente che esso sia un romanzo imperdibile. Sarò una voce fuori dal coro ma ritengo che il romanzo manchi di una componente empatica riducendosi ad essere una mera elencazioni di fatti con personaggi un po’ troppo insipidi. Anche l’aspetto fotografico non conquista,nonostante il bianco e nero sia una sorta di doping per la bellezza di una foto, le immagini non hanno nessuna carica emotiva. Se dovessi descriverlo con un aggettivo userei senza pensarci troppo ASETTICO.
    Two-Star Book

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 2.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 1 vote)
  14. L\\’autore è collaudato ed esperto, sa indubbiamente raccontare una storia e costruire una trama razionale e nitida. Anche la scrittura, sciolta ed efficace, scorre con gradimento. Tanto più, se racconta in modo ben \\”organizzato\\” gli eventi storici più importanti del secolo scorso: apprezzo infatti il filone storico.Lo fa assumendo l\\’angolo di visuale del fotografo/corrispondente, scelta pur\\’essa ben strutturata, che alterna lunghe sequenze di ricordi a brevi pagine diaristiche. Il testo, piuttosto lungo, si legge dunque volentieri. Buona anche l\\’idea di introdurre delle fotografie d\\’epoca, che però non sono all\\’altezza della professionalità dichiarata.La voce narrante in prima persona è femminile: niente di male, non pochi autori assumono l\\’identità di un altro genere. La versione non riesce sempre convincente. A onta della professione inconsueta, Amory richiama troppi stereotipi ribelli e avventurosi; la sue vicende appaiono inoltre slegate, quasi mancasse al romanzo il nucleo narrativo principale. Credo che l\\’impressione sia accentuata dall\\’insistenza dell\\’autore sulla vita amorosa e sessuale della protagonista (un occhio \\”maschile\\”!): la narrazione, più che arricchita, ne è disturbata,

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 1.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  15. Errore nella votazione: 3,5. Riprovo!

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  16. Chiara Macconi says:

    Concordo con le osservazioni di Stefania, Michele e Virelle: trovo molto interessante lo schema che Boyd ha creato (non l’avevo letto prima), quello di rendere un personaggio fittizio il più reale possibile, adottando un tono feriale nel linguaggio e inserendo le fotografie. Ma è talmente feriale che non compaiono emozioni, ripensamenti, ragioni…si corre dietro agli eventi. E le fotografie, per quanto ingiallite dal tempo, sono così poco evocative.
    Non è così originale scrivere con voce di donna, l’hanno fatto gli scrittori da sempre e qui si sente l’uomo che scrive, specialmente nelle relazioni d’amore. A meno che avesse voluto costruire appositamente una donna avventurosa e pragmatica, solitaria anche se in mezzo alla gente, che guarda attraverso la lente anche se in mezzo al pericolo, narcisa anche se modesta – complicata, appunto. Condizionata dai genitori e nella sostanza anaffettiva, Boyd l’ha resa più umana mentre il tempo passava e alla fine mi ha colpito con la decisione di rimandare la pillola finale. Abituata a risolvere, amante del controllo, è riuscita a distanziarsi e accettare la vita regalandosene un altro tratto.
    Nonostante qualche incongruenza di struttura e di caratterizzazione, la lettura è accattivante e ho desiderio di leggere altri libri di Boyd.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 4.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  17. Rosa Concetta Spadaro says:

    Semplice (nel senso buono del termine), scorrevole, accattivante, antiletterario.

    Non conoscevo l’autore e dopo questo libro, che comunque è stata una lettura piacevole, non sono riuscita a farmi un’idea precisa di lui. Una dolce carezza non mi ha convinta del tutto, ma mi ha lasciato la voglia di leggere presto qualche altra opera di Boyd.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 2.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  18. Donata, torino says:

    Peccato!
    Il tema proposto, le scelte di autonomia di una donna in un ‘epoca in cui esse si presentavano tanto difficili, contrastate, e’ certamente molto interessante. Tuttavia la quantità di esperienze di cui Amory e’ protagonista, la rapidità con cui si succedono non consentono all’autore di lasciar spazio alla descrizione del vissuto interiore in cui tutto accade e che lo accompagna, dando spessore alla personalità della protagonista ed ad una sua eventuale evoluzione interiore. Questo impoverisce il testo che assume più l’aspetto di un collage di testi di cronaca giornalistica che di opera narrativa.
    Peccato!
    Neppure la scrittura in prima persona o le fotografie che corredano il testo compensano questo limite.
    Qualche perplessità suscita anche il titolo del romanzo (?).

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  19. Alberta says:

    Questo romanzo, raccontando la vita di una donna fuori dal comune, con sarcasmo e ironia e in una prosa davvero straordinaria, parla di noi tutti: di \\\\\”come, in certi momenti, la nostra natura primitiva gioca ancora un ruolo essenziale, dei compromessi che siamo disposti ad accettare, araggiandoci al meglio, di come passiamo sopra a certi difetti, come l\\\\\’egoismo e l\\\\\’arroganza,, di come scopriamo che certe cose non ci appagano più, non riusciamo più a fidarci e abbiamo bisogno di un amore più profondo, di come le emozioni più forti diventano, con il tempo, semplici ricordi\\\\\”, e di tanto altro di cui la vita do ogni essere umano é fatta. Poco importa, dunque, se la biografia é frutto dell\\\\\’immaginazione dell\\\\\’autore e se Amory non é mai esistita. Perché Boyd ci invita a vivere la nostra vita fino in fondo.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  20. Simona_Milano says:

    Non c’è da pensare oltre, non si è costretti ad arrischiarsi altrove. Quel che Una dolce carezza suggerisce è leggere, leggere, leggere … e lasciarsi trasportare dalla carezza di una prosa limpida, ritmica, e dalla forza cristallina. E’ tutto lì, in quel che si racconta. E ne faccio una questione di merito.Il teleobiettivo ci guida verso una piacevole lettura della storia. La narrazione è ricca di colori, sguardi, prospettive, istanti. Alchimia di elementi ben giostrati e orchestrati con solida maestria. Fino al fotogramma finale. Da leggere. Leggere. Leggere.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  21. Boyd crea un personaggio che onora il coraggio delle donne senza scrivere un romanzo femminile, perché Amory a volte è ‘maschile’ nel suo modo d’agire (d’altronde Amory era un nome dato anche ai maschi!), persino nel suo essere madre, e non sarà un rapporto facile, quello con le figlie gemelle, come del resto non lo fu quello con la sua, di madre, né il fratello e la sorella, divenuta famosa pianista (pure lei piuttosto lontana dal cliché romantico dell’artista e della donna in generale). Però è più fortunata dei maschi, che la guerra travolge o stravolge e comunque porta via con sé.
    Si tratta anche di un romanzo che viaggia nelle epoche della cultura occidentale del Novecento: non ci sono i grandi avvenimenti, ma pure per i risvolti più privati e quindi più di costume che hanno cambiato completamente il volto della nostra società, e che entrano nella vita di Amory grazie ai tanti (ma non troppi) personaggi che Boyd pone accanto alla donna. Così si incrociano tematiche come l’omosessualità, la trasgressione, il sessismo, la rivoluzione degli Anni Settanta… E il finale è commovente e vigoroso: la vecchiaia è lì, oggettivamente, con le sue conseguenze invalidanti. Ma Amory sente ancora “la dolce carezza della vita”, che pure qualche volta l’ha presa a schiaffi, e finché sarà così, proseguirà il suo “soggiorno su questo piccolo pianeta”.
    Grande esempio di come la finzione riesca ad essere più efficace nel parlare della realtà che la realtà stessa e dell’importanza di chi gestisce questa finzione (con una penna o una macchina fotografica). Sopratutto grande narrazione e grande piacere per il lettore. la voce di Amory, così potente, mi ha accompagnata a lungo e spesso torna a trovarmi.
    Non trascurate le foto contenute nel volume: fanno parte del romanzo!
    e posto di nuovo il link ad un articolo interessante su vero e falso nell’arte:
    http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/11817657/Who-is-Amory-Clay-The-novel-mystery-of-the-woman-in-the-pond.htmlvi

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  22. marilena, Milano, lunedì says:

    Libro di grande interesse, nel solco di una tradizione inglese ben collaudata dove, con apparente leggerezza e molto humour, si raccontano vite ricche di avvenimenti e l’approfondimento dell’animo dei protagonisti è al lettore. Anche qui Amory sembra essere toccata a malapena dagli avvenimenti, personali e storici, ma poi dissemina osservazioni, rimpianti, riflessioni supportate da citazioni, note, linguaggi e dalle decine di foto (che l’autore ha comprato on-line e nei mercatini, con il risultato che leggiamo una “verissima” finta biografia. Indimenticabile. E, come già detto, da leggere, leggere, leggere.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 1.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  23. marilena, Milano, lunedì says:

    Anch’io riprovo con le stelline. Volevo dare il massimo

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 5.0/5 (1 vote cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  24. Sara says:

    Libro affascinante e commuoventeL\’autore Boyd ha avuto un\’idea davvero originale, quella di costruire un romanzo partendo da foto del suo archivio personale. Il risultato? La storia intensa e travolgente di una donna nata nel 1908 che sognava in grande, diventare una fotografa professionista. Il libro ripercorre tutta la sua vita.

    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
    VA:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  1. Non ci sono ancora trackbacks per questo post.

Lascia un commento

Please type the characters of this captcha image in the input box

Please type the characters of this captcha image in the input box


© 2019. Bookclub Neripozza. All rights reserved. web agency web agency urbangap