Bugie d’estate

bugie d'estate 02Che cosa resta quando una speranza, un’illusione vanno in frantumi? Perché non possiamo evitare di affidarci ad altre speranze e illusioni ancora? Perché ci è impossibile affrontare la vita senza dire e dirci menzogne?
Nelle sette storie raccontate in queste pagine, non vi è nessuna parola di troppo, nessuna frase priva di senso. Con la sua impeccabile scrittura, Bernhard Schlink conduce il lettore al cospetto di protagonisti che, intrappolati nel loro ego, cercano di rammendare la propria vita con un tessuto di bugie e silenzi capace di velare passioni, soffocare sentimenti, celare piccoli e grandi conflitti.
C’è Richard che, in Fine stagione, durante una vacanza al Capo, si innamora di Susan, una «personcina dagli occhi troppo piccoli, il mento troppo pronunciato, la pelle troppo sottile» e, tuttavia, una «personcina» capace di vedere in lui «ciò che lui stesso non vede». Richard ha la sensazione di doversi decidere, abbandonare la sua vecchia vita per la nuova. Una sensazione, però, che, nell’istante stesso in cui affiora, affievolisce immediatamente, diventa subito «stanca».
C’è il protagonista maschile che, nella Notte a Baden-Baden, vive una storia d’amore fatta di tradimenti consumati e non, e di piccole bugie che gli permettono di evitare i grandi conflitti. Il giorno, tuttavia, in cui emerge la verità su una sua notte a Baden-Baden, scopre che «senza la fede ingenua nell’altro l’amore non è possibile».
C’è il giovane uomo che, in Johann Sebastian Bach sull’isola di Rügen, invita il padre al festival bachiano sull’isola di Rügen per trascorrere insieme due o tre giorni fatti di concerti e passeggiate sulla spiaggia, e venire in questo modo a capo di un rapporto che negli anni si è mostrato del tutto privo di ogni tenerezza e intimità. Durante il viaggio in auto verso Rügen, il padre, però, se ne sta seduto diritto, le gambe accavallate, le braccia appoggiate ai braccioli, le mani a penzoloni. Poi si addormenta, russando e biascicando.

Sette storie, sette bugie. Sette racconti in cui Schlink mostra la sua straordinaria capacità di penetrare nell’animo umano e di restituirne con precisione fragilità e disincanto.

«Avvincente e coinvolgente. Schlink, come un chirurgo, scava nei tessuti della psiche umana fino a quando la finzione in cui siamo avvolti viene denudata».
The Independent

«Meditazioni potenti e profondamente commoventi sulla vita familiare, l’amore e il dovere».
L.A. Times

Bernhard Schlink (Bielefeld, 6 luglio 1944) è uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei. Ha esercitato la professione di giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia sino al 2006. Nel 2006 è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino. È autore di una raccolta di racconti, Fughe d’amore (Garzanti 2002), e di numerosi romanzi tra i quali I conti del passato (Garzanti 2004), L’inganno di Selb (Garzanti 2005), L’omicidio di Selb (Garzanti 2004), La nostalgia del ritorno (Garzanti 2007), Il fine settimana (Garzanti 2010), Olga (Neri Pozza 2018) e Il lettore (Neri Pozza 2018).

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  1. Alberta says:

    Molto belli e coinvolgenti i racconti di B.Shlink, già autore di A voce alta, da cui é stato tratto il conosciuto film, interpretato da Ralph Fiennes e Kate Winslet, Il lettore. Una scrittura asciutta, scarna, secca, con termini che chiaramente richiamano la sua passata pro fessione di giudice, ma tutt\’altro che distaccata emotivamete. Un ritmo serrato, incalzante. Il tentativo, ben riuscito,di investigare, quasi s\’candagliare\’ la psiche e i sentimenti più nascosti.

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  2. ida says:

    l\’ho finito subito e son passati quasi 2 mesi …non è rimasto granchè ma ho preferito tra gli altri due racconti i due che non riguardano tanto le coppie ma la genitorialità…. Schlink provocatoriamente e con molto \”mestiere\” racconta come«la verità può essere bella e orribile, può renderti felice e torturarti, ma è sempre liberatoria».

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  3. Alessandra (Padova) says:

    Forse la copertina scelta dalla casa editrice (in combinazione con il titolo) è un pochino fuorviante, si potrebbe pensare ad un classico romanzo d’amore da leggere sotto l’ombrellone, ma in realtà Bugie d’estate non lo è affatto. Sebbene racconti anche storie d’amore, storie di coppie o di amore di altro genere (per i figli, per i genitori, per il proprio lavoro, per la vita o per un’idea che si può avere di se stessi), si tratta soprattutto di una riflessione su un tema importante e complesso, il rapporto tra menzogna e felicità. Mentire ci può rendere felici? O invece ci condanna irrimediabilmente all’infelicità? Mentire a chi si ama è indice di amore profondo o piuttosto di profonda follia? Possiamo mentire efficacemente a noi stessi per procurarci un’esistenza serena? Sono solo alcuni degli spunti di riflessione (e di autoanalisi, per chi ne dovesse avere voglia) che Schlink propone ai suoi lettori in questa raccolta di brevi racconti, che ho letto con piacere e che ho trovato sufficientemente fruibile (grazie allo stile scorrevole) e variegata (ma senza pretese enciclopediche) da non deludere alcuna aspettativa. Schlink presenta una galleria di personaggi molto diversi e si pone nei loro confronti con atteggiamento neutrale, senza giudicarli né esaltarli, riservando lo stesso spazio a ciascuno di loro. Certo, alla fine il gusto che rimane sulle labbra è amarognolo, perchè nessuno dei protagonisti ne esce davvero pienamente vincitore, come a voler affermare che le bugie (estive o meno) siano da condannare unilateralmente. Tuttavia, poiché ci troviamo di fronte ad una raccolta di racconti di fantasia (quindi, in altre parole, di bugie), in realtà si tratta di una riflessione per così dire al quadrato, poichè si può trarre godimento (se non proprio felicità) anche da una raccolta di bugie ben scritte.

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  4. letizia padova says:

    Sono racconti estivi, come dice il titolo, ma non è un’estate piena di luce, ci sono ombre che oscurano l’abbagliante sole estivo. Sono tutti racconti velati di malinconia. Emerge forte, a mio parere una incapacità di amare, soprattutto uomini , incapaci di riconoscere l’amore e saperlo accogliere. I sette racconti scorrono fluidi, lo stile asciutto, scarno ti consente una lettura veloce, forse troppo perchè almeno alcuni di questi racconti( penso soprattutto agli ultimi due) meriterebbero una maggiore riflessione. I temi trattati sono intensi e lasciano l’amaro in bocca.

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  5. Alberto (Padova) says:

    Mi sembra che Bugie d’estate sia soprattutto un tentativo di avvicinarsi in molti modi al fatto che, nonostante quello che professiamo, che vogliamo far credere di noi, che crediamo di noi, siamo esseri complessi, complicati. Il giudizio morale incombe, è una tentazione avvincente, ma il punto centrale è che forse non riusciamo mai ad afferrare un altro e ad afferrarci del tutto. Le bugie migliori, in fin dei conti, sono quelle che raccontiamo a noi stessi per rassicurarci, assolverci, consolarci.

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  6. Rita Centaro (Musicale Torino) says:

    “Bugie d’estate” parla di sette storie intense, condite da sette bugie o da sette verità nascoste.
    Verità taciute o menzogne dette ai figli, all’anima gemella, al padre, alla famiglia, alla moglie, ad uno sconosciuto, a sé stessi.
    Nel relazionarsi il mentire diventa un arte. Il tacere diventa un’arte.
    La piacevolissima e magistrale scrittura di Schlink, (che dà sfoggio di ben conoscere l’animo umano) nella sua brevità , non si impone, ma molto soavemente ti penetra, lasciando libero accesso a chiavi diverse di lettura e concedendo, al termine, lo stimolante spazio per una più profonda riflessione.
    Esistono giustificazioni irrazionali che la mente, sola con sé stessa, crea quando si trova a dover gestire le passioni, la rabbia, lo scorrere del tempo, la casualità, l’avversità, l’ingiustizia, le scelte e le delusioni.

    Che altro dire di un libro che amalgama un eccellente scrittura ad un ottimo contenuto?
    Mi resta solo il consigliarne caldamente la lettura.

    Bravissimo Bernhard Schlink!!!

    “… oppure erano impegnati a giocare lo stesso gioco, in cui l’uno recita con l’altro, affinché nessuno possa farsi rubare le proprie delusioni?…”

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  7. Francesca Verona says:

    “Bugie d’estate”, un libro che ho letto con piacere grazie al suo contenuto ed allo stile dello scrittore, a mio parere, fruibile, scorrevole e vario al contempo.
    Particolarmente evidente il ripetersi, nei sette diversi racconti, dell’alternarsi tra la menzogna e la verità, caratteristica saliente dei racconti, che ha delineato le vicende dei protagonisti, quasi tutti maschili.
    Ecco che un uomo si innamora perdutamente di una donna che incontra sulla spiaggia ma, dopo aver scoperto la ricchezza di quest’ultima, lotta furiosamente contro il proprio senso di inadeguatezza.
    Un figlio cerca di mettere a tacere il suo risentimento verso un padre emotivamente distante proponendogli un viaggio insieme, salvo poi rendersi conto che tutti i suoi sforzi per riconciliarsi con il genitore sono vani.
    Oppure lo scrittore fallito che invidia il successo della moglie e pian piano la isola dal mondo letterario e non solo, chiudendola in una casa nel bosco.
    Per arrivare all’ultimo racconto, “Il viaggio verso sud”, nel quale una protagonista femminile ormai anziana perde la capacità di sentire i sapori e gli odori ma anche l’amore verso i suoi familiari. Dovrà sempre fingere di sentire e sarà costretta da una invadente nipote a fare i conti con le scelte del passato che hanno segnato la sua vita.
    Mi sono allora chiesta se la verità, che può essere bella o al contrario orribile e di conseguenza può renderti felice oppure tremendamente triste, è sempre liberatoria? Ci fa vivere meglio oppure ci porta ad una condizione di non ritorno e, pertanto, di pura e semplice rassegnazione?
    Anche la nostra vita, nella sua logica spesso complessa ed inspiegabile, può accettare la convivenza con qualche menzogna risolutoria?
    Scegliere la menzogna secondo me è generalmente un sintomo di scarsa fiducia nelle proprie capacità o in quelle altrui di affrontare i problemi che possono sorgere.
    Mentire a se stessi è un modo per proteggere la propria autostima, certo; ma quanto può alleggerire una vita a volte troppo oppressa da leggi, doveri e regole non sempre facili da seguire?
    A volte mentire, dunque, rimane pur sempre un modo per affrontare e vivere al meglio la nostra esistenza e forse anche quella di chi ci sta vicino.

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  8. Francesca Maschietto says:

    Bugie d’estate è una raccolta di racconti di Bernhard Schlink autore tedesco contemporaneo di grande fama cui si devono tra l’altro romanzi come A voce alta (The reader), e il più recente Olga.
    La forma del racconto, svincolata dallo sviluppo di una trama complessa e di caratteri che si modellano con il tempo e le azioni, mette qui a nudo velocemente i meccanismi delle relazioni e la carica illusoria di ogni personaggio. Sono pagine di letteratura senza lieto fine che paiono volerti portare a provare disagio e scuotere certezze.

    L’autore in ogni racconto ci presenta una situazione che pare tranquilla e ce la rovescia scoprendo il punto di crisi. I protagonisti vengono piazzati in un crinale tra due precipizi e li annaspano .Le loro vite si disfano, ne percepiamo il malessere , la tensione verso un cambiamento impossibile.
    Il quadretto della famigliola in campagna in “Una casa nel bosco” , forse il piu’ azzeccato e terribile componimento del libro, girato dall’altra parte mostra una moglie che vince i premi letterari e un marito, che non riesce a scrivere, disposto a tagliare i fili del telefono per non farglielo sapere.
    Chi sarà mai “Lo sconosciuto nella notte “ e come prendere le storie che racconta? Impostore o onesto, da avvicinare o da allontanare?
    Ne “L’ultima estate” un uomo vorrebbe morire circondato dai suoi cari ma senza condividere con loro il distacco bevendo una pozione ma si trova da solo.
    Chi vorrebbe prendere per le corna un rapporto da sempre irrisolto non trova più parole come il figlio in “Johann Sebastian Bach sull’isola di Rugen”.
    L’anziana signora di “Il viaggio verso Sud scopre di essersi raccontata per tutta la vita una bugia.
    Sono racconti pregevoli anche se che toccano nervi scoperti e ferite aperte : sanno parlare di ciò che è cangiante o nascosto .

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  9. donata says:

    Dopo averci reso disponibile in traduzione italiana Olga, l’editore Neri Pozza continua nella meritoria pubblicazione delle opere del grande scrittore tedesco, ai più noto forse solo per la trasposizione in film della sua opera.
    Solo apparentemente si tratta di racconti, perché in realtà un filo comune unisce i diversi testi, garantendo compattezza a tutta l’opera: storie che toccano la complessità di rapporti prevalentemente familiari, basati su verità taciute, bugie forzate, che finiscono per condizionare una esistenza intera, motivate da una scelta che si fa passare per dovere, per amore ed è invece egoismo, fedeltà alle proprie sicurezze, senza porre attenzione alle esigenze dell’altro, senza coglierne le aspettative.
    Tutti i protagonisti credono che la felicità si costruisca “predisponendo gli ingredienti giusti”, che si sia felici”quando tutto torna”, naturalmente per loro stessi. Fino alla caduta di questa illusione.
    Opera bellissima e profonda.

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