Il Dio di una estate

Il dio di una estate 01 All’inizio del 1945, la dodicenne Luisa Norff fugge in campagna con la madre e la sorella Sybille, detta Billie, mentre inizia il bombardamento di Kiel. La tenuta di suo cognato Vinzent, marito della sorella maggiore Gudrun e ufficiale delle SS, diventa un inaspettato luogo di libertà per la ragazza: non essendo più costretta a frequentare la scuola, mentre i bombardieri alleati volano verso est e sempre più profughi raggiungono il paese, la giovane Luisa vaga attraverso i boschi e prova ad adattarsi a quella nuova vita lontana dalla città in fiamme: cos’è quella strana agitazione provata in presenza del giovane mungitore Walter? Chi sono i prigionieri di Klostersee? Dove è finita sua sorella Billie, scomparsa all’improvviso dopo che Gudrun la ha scoperta tra le braccia di Vinzent? E, soprattutto, da dove arrivano i capelli utilizzati per creare le parrucche giù al villaggio, e tra i quali a Luisa sembra di riconoscere, un giorno, le inconfondibili ciocche color rame di Billie?
Se il grande romanzo di Ralf Rothmann, Morire in primavera, tradotto in venticinque lingue, è stato un commovente dramma ai margini dei campi di battaglia, Il Dio di una estate è una storia ugualmente sconvolgente sul clima di follia e denuncia degli ultimi mesi del più devastante conflitto mondiale.

«L’epica di Rothmann trova la giusta e sofferta distanza per parlare di tempi bui in cui l’innocenza si trasforma in colpa, l’amicizia in tradimento, la vita in un rituale di morte».
Luigi Forte, ttL-la Stampa

«Uno degli autori tedeschi più colti, più tradotti e più stimati del XX secolo».
Hermann Kesten

Ralf Rothmann (1953) è uno scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, vincitore del Premio Francoforte-Bergen, del prestigioso Premio letterario della Konrad-Adenauer- Stiftung e, nel 2013, del Friedrich-Hölderlin-Prize. I suoi romanzi sono tradotti in più di dieci lingue. Con Neri Pozza ha pubblicato Morire in primavera (2016).

 

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  1. letizia padova says:

    Straziante! Questo è stato il sentimento che mi ha pervaso quando ho finito di leggere questo libro.La guerra , da qualunque parti la si guardi è orrenda, non risparmia nessuno. Il racconto scorre fluido come immagini di un film, qua e là interrotto da capitoli di un’altra guerra di un altro tempo. Cambia anche lo stile, in un primo momento ti spiazza, ti fa precipitare in un mondo oscuro, d’altri tempi , che si pensavano lontani per sempre! La campagna con i suoi riti fa da sfondo alla tragedia che si compirà sotto gli occhi ingenui della protagonista Luisa che si affaccia alla vita adulta e ne verrà travolta.

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  2. Floriana says:

    Un\’estate che vale tutte le esperienze. La guerra che mangia onnivora giovani, speranze, animali, famiglie senza pietà alcuna.Rothmann racconta tutto in modo pacato ma senza sconti attraverso gli occhi di una bambina che in un\’estate fa tutte le esperienze della vita. Nessuna da na per quanto provi a ritagliarsi spazi di normalità. La tragedia della guerra nelle retrovie è narrata magistralmente.

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  3. Francesca Maschietto says:

    La seconda guerra mondiale in Germania vista attraverso gli occhi di una ragazzina: è questo il punto di vista che Ralf Rothmann sceglie ne “Il Dio di una sola estate”.Ciò gli consente di evitare le varie forme di cinismo che gli aduli devono mettere su per non sbalestrarsi troppo in tempi rovinosi.Luisa invece è tutta nella azioni che fa: attraversa la fattoria per andare a prendere il latte, aiuta a far nascere un vitellino, si emoziona per l’attenzione di un giovane uomo, passeggia con un compagno. I bombardamenti ci sono ma le arrivano attutiti dai riti quotidiani e mescolati alle storie lette avidamente. Il suo sguardo sulle persone è puro e diretto; scruta i visi e i comportamenti degli adulti attorno a lei e da li percepisce il disastro .Osserva la sorella che si mostra bella ed elegante e prende le distanze da quella femminilità esibita; vede l’attaccamento della madre ai pochi privilegi rimasti; la disperazione che il padre affoga nell’alcol.Nel tempo di un ‘estate, mentre cresce in fretta esposta a esperienze che la cambiano, Luisa ,ancora al di fuori da logiche di asservimento, sventa il malvagio che passa per buono, agisce senza schierarsi, può permettersi il lusso della carità.Nei momenti più felici la scrittura mette in primo piano il suo incanto per le scoperte della vita e lascia alla guerra il bagliore rosso su un vetro, la fulminante associazione mentale che accumuna un abuso a un omicidio a sangue freddo.

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  4. Isabella says:

    Chi è il dio di quell’estate di distruzione e di annientamento? I personaggi divisi in gerarchie: gli ultimi a cui ogni sopruso è consentito e i primi che godono ancora di privilegi sia pur ottenuti attraverso compiacenze quasi sempre miserabili.
    La vita nel podere vicino a Kiel nello Scheswig-Holstein, in quell’ultimo anno di guerra, prosegue secondo regole più o meno esplicite, ma molte sono occulte per permettere arbitri e sottomissioni.
    L’autore racconta e descrive con minuziosa precisione ogni frammento di quella vita e dei suoi personaggi. Il principale è Luisa, innocente, dolce, pietosa ragazzina adolescente con la passione per la lettura e gli animali di cui si prende cura. La ragazza vive anche i primi fremiti di attrazione fisica, verso Walter, il mungitore, che è fidanzato con Elisabeth. Quest’ultima non è in grado neppure di apprezzare l’amore di Walter tanto è sopraffatta dal suo ruolo di tuttofare in casa con i fratelli e poi come cameriera nella caserma a mescere instancabilmente birra per militari prossimi ad essere mandati al macello consapevoli di questo destino.
    La famiglia di Luisa composta dai genitori e da una sorella vive nella casa padronale del podere, in una situazione di privilegi. Il padre ha mansioni prestigiose tra le gerarchie naziste di stanza a Kiel e se ne avvale per pretendere favori e trattamenti speciali nel podere assediato sempre più da ondate di profughi fino al punto che anche la famiglia di Luisa dovrà restringersi e accettare malvolentieri la convivenza con altri.
    Madre e sorella sono spesso descritte con sigaretta in mano, preoccupate dell’aspetto, degli abiti, sempre elegantissimi, del tutto insensibili alla desolazione circostante. La sorella: che fa questa creatura? Chi frequenta? Perchè ha sempre le mani dipinte e il viso imbellettato? E la madre, depressa ed astiosa, del tutto indifferente alle restrizioni altrui. Luisa è particolarmente attaccata al padre, al profumo che emana, alla pacata autorità che sprizza dalla sua figura, all’emozione che avverte quando vede avvicinarsi la sua imponente e splendida auto, spettatrice però del male interiore che lo divora.
    Dietro alle scintillanti apparenze familiari è incombente il disastro e la dissoluzione. Solo Luisa troverà la salvezza, sempre solerte, pietosa, capace anche di porsi domande a cui non sa dare risposta. Infine uno spiraglio di luce compare. E’ questo il dio di quell’estate?
    Il racconto è densisssimo di particolari descrittivi, talvolta davvero minuziosi. L’autore intendeva dare un resoconto il più possibile oggettivo di una condizione umana e sociale sull’orlo del collasso, proprio in concomitanza con l’epilogo degli eventi nel bunker di Hitler? I capitoli sono inframmezzati da cronache di un’altra epoca, in cui particolari raccapriccianti si intrecciano con la quotidianità e la lotta per la sopravvivenza. Non ci sono commenti da parte del narratore nè dei personaggi. La realtà si sprigiona nella sua cruda evidenza attraverso anche spiragli disseminati qua e là da cui inquivocabilmente si intravedono gli orrori dei campi di concentramento…

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  5. Angela says:

    La seconda guerra mondiale da un’angolazione diversa (la vita da rifugiati in campagna nei dintorni di Kiel, nel nord della Germania), ma forse ancora di più la storia di una ragazzina e della sua maturazione in un periodo travagliato. Una scrittura fluida e un finale che lascia numerose porte aperte: una lettura piacevole e a tratti toccante che consiglio.

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