Category Archives: Il cuore vero dell’America

Sulla ricerca di informazioni, Google Maps e l’importanza dei luoghi. Conversazione tra Tracy Chevalier e Paulette Jiles

Tracy Chevalier è autrice di otto romanzi storici, compreso il best-seller internazionale La ragazza con l’orecchino di perla e i due romanzi d’ambientazione americana I frutti del vento e L’ultima fuggitiva. Paulette Jiles è poetessa, autrice di romanzi e di un libro autobiografico. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi Enemy Women e Notizie dal mondo, pubblicato da poco in Italia.

Tracy Chevalier: Enemy Women mi è piaciuto molto, e ho divorato Notizie dal mondo. Sei bravissima a combinare personaggi vivaci, una trama avvincente e un linguaggio poetico, ti invidio. Anche se i due libri sono diversi, sono entrambi ambientati nel West americano del Diciannovesimo secolo e parlano di viaggi in terre selvagge e di una società in preda alla violenza. Soprattutto, hanno due eroine straordinarie. Esito a usare l’aggettivo «bellicose» per descrivere Adair e Johanna, perché può avere una connotazione negativa. Ma è una parola che mi è sempre piaciuta: per me significa essere volitivi con l’aggiunta di uno spruzzo del piccantissimo Tabasco. Come le descriveresti, e come sei riuscita a crearle? Continue reading Sulla ricerca di informazioni, Google Maps e l’importanza dei luoghi. Conversazione tra Tracy Chevalier e Paulette Jiles

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GOOD PEOPLE – Un racconto inedito di Richard Russo

Perfino alla luce soffusa del bar affollato, i capelli rosso fuoco di Tana erano come un riflettore. Avvicinandomi mi domandai (e non era la prima volta) cosa ne sarebbe stato nel futuro non troppo lontano in cui avrebbero cominciato a ingrigire. Un rosso come quello non si trova nelle boccette di tintura. Si sarebbero smorzati gradualmente, oppure si sarebbero spenti in un batter d’occhio, come la fiamma di un faro?

Infilandomi a sedere accanto a lei dissi: “Come hai fatto ad aggiudicarti il posto migliore del locale?” Era l’ultima settimana di lezioni e il bar era zeppo di gente.

“Alle persone buone succedono cose buone” mi rispose fissando con evidente comprensione il mio orribile sfregio. Anche a quelle cattive: be’, non c’era certo bisogno di specificarlo. Poi continuò: “Cazzo, quello sì che è un occhio nero”.

La ignorai e dalla brocca coperta di condensa al centro del tavolo mi versai una birra. “Dov’è coso?”

“Indovina”.

“Di già?” dissi. “Da quant’è che siete qui? Un quarto d’ora?”

“Ha la vescica di una sessantenne con dieci figli”. Continue reading GOOD PEOPLE — Un racconto inedito di Richard Russo

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