Natsuo Kirino

Chi ancora non conoscesse Natsuo Kirino dovrebbe fare molta attenzione accostandosi alle sue opere. Lo stile dell’acclamata autrice giapponese, ritenuta in patria «l’unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni» (Daisuke Hashimoto), è infatti in grado di avvolgere il lettore a poco a poco e trasportarlo, senza che neppure se ne accorga, nel lato oscuro del Giappone contemporaneo al punto tale da farlo sentire completamente immerso e senza via di fuga.

Considerata una star nel suo paese già dagli anni Novanta, Kirino è diventata un caso internazionale dopo la pubblicazione di Out, apparso nelle nostre edizioni col titolo Le quattro casalinghe di Tokyo. Da quel momento in poi non si è più fermata e, in quasi trent’anni, non ha mai smesso di tessere le trame di quei libri che l’hanno resa la protagonista incontrastata del noir giapponese in tutto il mondo. Una macchina narrativa che procede senza esitazioni, chirurgica, fredda e letale. Da Pioggia sul viso a Grotesque e a Morbide Guance, da L’isola dei naufraghi a Una storia crudele, da Real World a IN.


Regina dell’intreccio narrativo, la Kirino adora soffermarsi sui rapporti di potere tra uomini e donne, sul sesso e sulla violenza che li permea e sulla loro rappresentazione nella cultura giapponese. Chi la conosce sa che, grazie a una magistrale descrizione delle atmosfere claustrofobiche e torbide in cui si svolgono le sue storie, è riuscita a dar vita a situazioni al limite con la sua fervida immaginazione.

Romanzo dopo romanzo, la sua attenzione si è poi progressivamente concentrata sulla dinamica delle relazioni umane con un crescente interesse per la violenza interna ai rapporti famigliari, e più in generale, affettivi. Se, in Pioggia sul viso, opera d’esordio datata 1993, agiscono segretarie doppiogiochiste in una storia in cui la colpa esteriore è sempre il risultato di una sconfitta interiore, ne Le quattro casalinghe di Tokyo la frustrazione serpeggia tra le colleghe di una catena di montaggio impegnate a fare a pezzi il marito di una di loro. Se nelle pagine di IN la medesima frustrazione esplode in una violenza che finisce col coinvolgere tutti quelli che hanno a che fare con i protagonisti, in Real World sono quattro adolescentiimmerse in una vita di chat, sms e reality TV, a scoprire un mondo scabroso e brutale.
Se, infine, in Morbide Guance la scomparsa di una bambina illumina la futilità di una relazione clandestina, in Grotesque la morte crudele delle bellissime Yuriko e Kazuo mostra lo stato della società giapponese. Insomma, descrizioni della condizione umana senza filtri, analisi e sentimenti che travalicano spazio e tempo, storie colme di dettagli realistici.


Leggere Natsuo Kirino significa non soltanto essere irresistibilmente attratti dal fascino dell’oscuro, della zona d’ombra dell’esistenza, ma anche gettare uno sguardo profondo sulla società giapponese odierna, e sui torbidi intrecci che un’antica cultura genera a contatto con la modernità.

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